Differenza tra OLED e QLED

Sostituire il caro vecchio televisore con un modello più recente non è mai facile, specialmente se è passato qualche anno dal suo acquisto. Nel corso del tempo la tecnologia in questo settore ha fatto passi da gigante, ragion per cui può rivelarsi utile conoscere il significato delle sigle più ricorrenti. Tra esse non si può sottovalutare la differenza tra OLED e QLED, poiché ognuno di questi pannelli possiede caratteristiche ben precise e che meglio si adattano a particolari contesti.

Sistemi di illuminazione a confronto

Quando ci si accinge ad acquistare un nuovo televisore è normale imbattersi in sigle all’apparenza incomprensibili come QLED e OLED, dove la prima sta per “Quantum dot LED” e la seconda per “Organic Light Emitting Diode”. Trattandosi di 2 tecnologie alquanto diverse tra loro, per scegliere il prodotto migliore diventa rilevante capire qual è la differenza tra tv OLED e QLED.

Inizialmente sviluppati solo da Samsung, i televisori QLED sono costituiti dai cosiddetti punti quantici, ossia dei nanocristalli semiconduttori strategicamente posizionati tra sistema di retroilluminazione e pannello al fine di filtrare luci e colori rendendoli più realistici. Queste particelle reagiscono agli impulsi elettrici ricevuti illuminandosi con maggiore precisione e stabilità.

La tecnologia OLED, invece, rappresenta una vera e propria evoluzione dei classici tv LED, poiché l’emissione luminosa è regolata da diodi organici, senza bisogno di retroilluminazione. Ogni singolo diodo è composto da materiale organico retroluminescente e può rimanere acceso o spento in base a cosa deve mostrare.

Fedeltà dei colori e luminosità

Pur avendo prestazioni cromatiche simili con una copertura DCI-P3 tra 80% e 90% indipendentemente dal proprio angolo di visione, una delle maggiori differenze tra OLED e QLED riguarda la luminosità massima che è in grado di sprigionare ciascun tipo di pannello.

Proprio grazie alle particelle Quantum dot e alla retroilluminazione la tecnologia QLED può raggiungere valori elevati, intorno ai 1300 nits, mentre nei tv OLED difficilmente vengono superati i 700 nits. Dunque alla domanda meglio OLED o QLED non c’è una risposta univoca, ma dipende dalla tipologia di contenuto visionato e dalle caratteristiche dell’ambiente in cui ci si trova.

Un tv QLED ha una resa migliore nelle stanze illuminate a giorno, mentre in contesti bui può risultare fastidioso a causa della sua retroilluminazione abbinata all’elevata luminosità. Al contrario la tecnologia OLED, riuscendo ad avere un ottimo contrasto, riesce a dare il meglio di sé in ambienti cupi, invece in quelli molto illuminati non sempre garantisce prestazioni ottimali.

Contrasto e resa del nero

Nel confronto QLED vs OLED il contrasto è uno degli aspetti in cui si possono riscontrare le maggiori differenze. Proprio per la presenza della retroilluminazione, qualsiasi televisore QLED restituisce neri con aloni bianchi e dunque un contrasto non ottimale. Questi difetti spesso vengono parzialmente corretti con le funzioni di local dimming, le quali riducono la luminosità in certe aree del pannello.

L’assenza di retroilluminazione combinata alla tecnologia su cui si fondano, ovvero la “Organic Light Emitting Diode”, fa sì che nei televisori OLED il rapporto di contrasto tenda a infinito, consentendo di ottenere risultati ineguagliabili e di riprodurre il tanto agognato nero assoluto, semplicemente spegnendo i diodi organici non necessari alla visione del contenuto mostrato.

Uniformità e definizione

Considerando la differenza tra OLED e QLED per quanto concerne il contrasto, cambia pure la cosiddetta uniformità del pannello, la quale negli OLED vedrà una distribuzione dei pixel più omogenea, mentre nei tv QLED gli angoli potrebbero risultare meno illuminati, creando sfocature tali da incidere sulla definizione.

In passato guardando un evento sportivo con un vecchio tv LED poteva capitare di imbattersi nel cosiddetto “effetto schermo sporco”, meglio conosciuto come DSE, ovvero pannelli con una rappresentazione del colore non uniforme. Fortunatamente oggi ciò non si verifica più né coi tv QLED, né con le varianti munite di tecnologia OLED per via del loro tempo di risposta ridotto.

Qualità della visione

Se si è indecisi tra televisori OLED o QLED, bisognerebbe cercare di orientare la propria scelta verso un prodotto capace di garantire un’adeguata qualità di visione. In tal senso è bene avere a mente quale sarà il proprio punto di vista rispetto al display e la propria inclinazione della testa.

Come per qualsiasi modello, ovviamente il miglior angolo di visione nei tv QLED e OLED si avrà posizionandosi esattamente al centro rispetto allo schermo, mentre a un maggiore spostamento verso i bordi si assisterà a un graduale peggioramento della luminosità e saturazione dei colori.

In generale nel paragonare OLED vs QLED sotto questo profilo occorre sapere che coi tv OLED basterà mantenere un angolo di visione al di sotto degli 80° per non riscontrare difetti, coi QLED, invece, si potrebbe notare qualche imperfezione oltre i 35°. Per una resa finale di qualità è importante pure la risoluzione, che per entrambi i tipi di pannello può arrivare a 4K e recentemente persino a 8K.

Gestione delle immagini persistenti

È normale in mezzo a tante varianti domandarsi se sia meglio QLED o OLED. Per dissipare i propri dubbi il consiglio è quello di guardare al modo in cui ogni pannello si occupa della gestione delle immagini persistenti, ossia dei frammenti virtuali che restano sullo schermo dopo aver visto una particolare scena di film, programmi o altri contenuti.

In passato questo problema si presentava spesso sulle vecchie tv OLED, dove, lasciandoli accesi per ore sul medesimo canale televisivo, il logo dello stesso rimaneva impresso temporaneamente o definitivamente.

Effetto burn in e come contrastarlo

Di solito l’artefatto generato dopo ore di visione dello stesso canale scompariva in pochi minuti cambiando rete, ma a volte esso restava in maniera permanente, creando il cosiddetto effetto burn in e compromettendo il buon funzionamento del pannello OLED. Oggi molti produttori hanno eliminato questo difetto grazie a funzionalità come Pixel e Screen Shift e ai sistemi di refreshing automatici e manuali.

Simili problematiche, invece, non hanno mai interessato i prodotti con retroilluminazione, come le tv LED e le versioni con tecnologia QLED, le quali da sempre in entrambi i casi possono essere adoperate per giornate intere anche come monitor per pc senza subire alcuna conseguenza.

Tempo di risposta e fluidità

Quando ci si intrattiene con console di gioco o si guarda una partita di calcio diventa fondamentale vedere scorrere le immagini in movimento sul display con fluidità e naturalezza. Per sapere se è meglio OLED o QLED occorre verificare il tempo di risposta, ovvero quanti millisecondi servono all’accensione e allo spegnimento di ogni pixel.

Le tempistiche ridotte rendono i contenuti visionati più fedeli alla realtà, poiché privi di scatti innaturali e sfocature. Generalmente un pannello con tecnologia QLED impiega sui 4 ms per riscontrare lo spostamento di un elemento sullo schermo, invece un tv OLED circa 0,1 ms.

La spiegazione circa la differenza tra QLED e OLED per quanto concerne il tempo di risposta va ricercata nella tecnologia su cui si basano. Lavorando singolarmente e non dipendendo da alcun sistema di retroilluminazione, le particelle Light Emitting Diode risultano inevitabilmente più veloci rispetto ai tradizionali pixel dei tv QLED così come dei vecchi tv LED.

Consumi energetici e vita media

Dal punto di vista delle risorse energetiche necessarie al funzionamento si possono riscontrare delle differenze nella scelta tra tv OLED o QLED. La presenza della retroilluminazione e l’eventuale ricorso alle funzioni di local dimming comportano consumi elettrici maggiori nelle versioni QLED, risultando dunque inevitabilmente più dispendiose.

Oltre a generare meno calore, la tecnologia OLED sotto il profilo energetico fa un uso più efficiente delle risorse a propria disposizione, perché illumina su richiesta esclusivamente i singoli Organic Light Emitting Diode, lasciando spenti quelli non necessari.

Chi passa le giornate davanti alla televisione dovrebbe valutare se è meglio tv OLED o QLED anche in base alla longevità del pannello, il quale normalmente ha una vita media maggiore nel televisore QLED per via del funzionamento combinato tra punti quantici e retroilluminazione.

Come cambiano grandezza e peso

Nel domandarsi se è meglio un tv OLED oppure QLED un aspetto da non sottovalutare sono le dimensioni effettive dell’apparecchio. Di solito i modelli con tecnologia QLED hanno una diagonale tra i 43 e i 98 pollici, fornendo al consumatore un ampio ventaglio di formati tra cui scegliere, mentre i televisori OLED partono generalmente dai 55 pollici, comportando inevitabilmente un maggior ingombro.

Ciononostante i tv OLED risultano più leggeri, poiché sono spessi appena 2 mm, come nel caso delle varianti flessibili e pieghevoli da poco immesse sul mercato. Invece un televisore QLED di norma ha uno spessore sui 25 mm e di conseguenza un peso superiore rispetto agli OLED, perché in aggiunta possiede un sistema di retroilluminazione.

Conclusioni

Tirando le somme un OLED è preferibile se si vuole una soluzione sottile e leggera su cui guardare eventi sportivi in compagnia godendo di un’ottima risoluzione, un ampio angolo di visione e del giusto realismo.

Di contro un QLED è maggiormente indicato negli spazi luminosi e talvolta persino ridotti. Inoltre, essendo alquanto longevo, può all’occorrenza fungere da monitor per pc di pregiata qualità.