Migliore saldatrice inverter del 2022

Migliore saldatrice inverter del 2022

Che si tratti di realizzare qualche piccola e circoscritta manutenzione casalinga, di eseguire riparazioni meccaniche nella propria officina o di portare a termine un più ambizioso progetto di bricolage, è estremamente frequente la necessità di operare sulla giunzione dei metalli. A tal proposito, Stamos Germany S-MMA-250PI.2, una saldatrice inverter di alta qualità e dotata di un’avanzata tecnologia costruttiva e operativa, potrà essere di enorme ausilio, raggiungendo ottimi risultati di finitura.

Confronto delle saldatrici inverter migliori

Stamos Germany S-MMA-250PI.2

Il modello più venduto

Stamos Germany S-MMA-250PI.2

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  • Amperaggio regolabile fino a un massimo di 250 A
  • Può supportare elettrodi con diametro fino a 5 mm
  • Cavi da 8m assicurano massima libertà di movimento

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Stahlwerk AC/DC TIG 200 ST IGBT Pulse

Miglior rapporto qualità e prezzo

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  • Dotata di modalità che consente di saldare l’alluminio
  • Molte funzioni, tra cui protezione da surriscaldamento
  • Con tubo flessibile da 5 m per il collegamento del gas

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IpoTools Super Tig 200Di

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  • Possibilità di saldatura sia in modalità TIG che MMA
  • Processore memorizza fin 10 impostazioni di lavoro
  • Compatta e leggera, assicura elevata maneggevolezza

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Come scegliere una saldatrice inverter

Uso e tipologie di saldatura

Sia nel bricolage che nell’ambito della manutenzione edile o meccanica, anche di tipo professionale, la saldatura è uno tra i processi operativi più diffusi. Tale procedimento, in parole povere, permette la giunzione tra due materiali, principalmente metallici: tramite un fiamma oppure un innesco elettrico, definito arco elettrico, si crea una fusione di materiale che, raffreddandosi, unisce i lembi su cui si sta operando. Questa lavorazione permette la realizzazione di un collegamento molto più resistente e duraturo rispetto ad altri metodi di giunzione, come ad esempio l’incollatura.

Per una maggiore completezza, risulta inoltre utile fare una distinzione tra saldatura e brasatura: il primo procedimento consiste nell’effettiva fusione dei metalli da unire, con o senza materiale d’apporto, vale a dire la sostanza che compone l’elettrodo, mentre con la brasatura gli elementi vengono giuntati tramite la fusione del solo materiale d’apporto. Al di fuori dell’ambito industriale e produttivo, una saldatrice a inverter risulta essere il macchinario più utilizzato a tale scopo, sia per il minor costo che presenta rispetto ad altri tipi di attrezzature che per la versatilità di utilizzo e la maneggevolezza. È bene tuttavia fare una distinzione tra le varie tipologie di saldatura.

Saldatura Caratteristiche principali Impieghi
MMA, o a elettrodo rivestito Caratterizzata dall’impiego di un elettrodo, la cui fusione produce la saldatura stessa Adatta per quasi tutti i tipi di materiale, esclusi quelli molto sottili o refrattari
TIG Utilizza un elettrodo in tungsteno, che non fonde, con una protezione di gas inerte Per leghe leggere, alluminio, acciaio e leghe speciali
MIG/MAG, o a filo continuo Agisce tramite una torcia che produce un filo fusibile con gas protettivo attivo o inerte Anch’essa utilizzata per saldare leghe leggere, acciaio e leghe speciali

Sebbene esistano altri tipi di saldatura, per esempio a stagno, al plasma, a laser, a ultrasuoni o a vibrazione, quelli sopra descritti sono i metodi più comunemente utilizzati in ambito hobbystico. Tuttavia, mentre la saldatura MIG/MAG richiede l’utilizzo di una saldatrice a filo, con una saldatrice ad inverter è possibile applicare le modalità MMA, TIG o entrambe, a seconda del modello. Pur essendo tutti procedimenti di saldatura ad arco elettrico, essi presentano tra loro alcune differenze sostanziali e risulta necessario comprendere come funziona ogni tipologia.

La saldatura a elettrodo è caratterizzata da una possibilità di impiego estremamente ampia, oltre che risultare più semplice da realizzare e più economica, mentre con la saldatrice TIG, pur necessitando di un’elevata specializzazione operativa, si possono ottenere generalmente risultati di giunzione notevolmente più precisi e puliti. Il procedimento MIG/MAG, invece, nonostante permetta di raggiungere molto rapidamente risultati ottimi, è caratterizzata da un costo globalmente più elevato per quanto riguarda l’attrezzatura da utilizzare e, di conseguenza, più difficilmente sostenibile in ambito amatoriale.

Il cordone di saldatura, una volta ultimato, risulta normalmente largo il doppio del diametro dell’elettrodo

A livello tecnico, la diversità tra questi metodi viene evidenziata principalmente dal modo in cui la saldatura viene protetta dall’ossidazione. Con una saldatrice MMA inverter la protezione del bagno di fusione deriva dalla reazione chimica innescata dal procedimento di fusione stesso, mentre un saldatore a TIG o MIG si avvale della presenza di gas inerti appositi, come argon, elio o idrogeno. Diversamente, nella saldatura MAG viene impiegato un gas attivo con un più elevato indice protettivo, di norma una miscela tra argon e anidride carbonica, grazie a cui è possibile estendere l’utilizzo di tale metodo a una più ampia gamma di materiali.

Struttura e maneggevolezza

Una delle qualità più apprezzate nelle saldatrici inverter è senza dubbio l’elevato grado di maneggevolezza e portabilità, che dipende in gran parte dalla struttura stessa del macchinario. Tali parametri devono necessariamente incidere in maniera sostanziale sulla scelta della saldatrice elettrica più adatta ai propri scopi: se, ad esempio, si intende utilizzare frequentemente all’interno del proprio garage una saldatrice inverter professionale si potrà optare per un modello più grande ma performante. Al contrario, se magari l’uso prevalente è a domicilio, o comunque al di fuori dell’area di norma dedicata alle lavorazioni, potrebbe valere la pena di dotarsi di una inverter saldatrice più facile da movimentare.

In ogni caso, la conformazione strutturale di un saldatore MMA, o di un saldatore TIG, deve essere valutata con attenzione per assicurarsi di venire efficacemente incontro alle differenti esigenze lavorative. Tali aspetti sono infatti fondamentale per assicurare

  • Facilità di movimento
  • Ridotto ingombro nell’area di lavoro
  • Durabilità nel tempo dell’apparecchio
  • Adeguato livello di protezione e sicurezza durante l’uso

In linea generale, una buona saldatrice inverter deve essere costruita con materiali solidi e resistenti, sia per quanto riguarda le parti metalliche che quelle in gomma. Il corpo macchina, infatti, è normalmente realizzato in metallo, e quest’ultimo dovrà risultare solido e di ottima qualità, in maniera da non soffrire un eccessivo surriscaldamento e garantire la resistenza agli urti, in modo tale da permettere al prodotto di risultare duraturo, anche a lungo termine. Le parti rivestite in gomma, di solito le facciate e il manico, sono quelle che più di frequente vengono in contatto con le mani dell’operatore e dovranno quindi essere di fattura tale da isolare efficacemente la saldatrice TIG.

Una volta avuta conferma della qualità costruttiva, è necessario rivolgere la propria attenzione alle dimensioni e al peso dell’elettroutensile. La valutazione di tali parametri può certamente risultare molto personale, dipendendo infatti sia dalla frequenza che dalla modalità di utilizzo del macchinario. Una saldatrice ad elettrodo che viene regolarmente movimentata, per poter essere utilizzata comodamente dovrebbe presentare delle misure non superiori ai 40-45 cm di lato e un peso indicativo compreso tra i 5 e i 15 kg. Saldatrici inverter professionali possono presentare dei dati volumetrici più consistenti, tuttavia, seppur probabilmente più potenti e versatili, risulterebbero scomode, sia per quanto riguarda l’ingombro che in termini di portabilità.

Una volta terminata la saldatura, il cordone e i materiali giuntati rimangono roventi per alcuni minuti

Alla comodità di utilizzo, inoltre, concorre anche la lunghezza dei vari cavi, vale a dire quelli che forniscono l’alimentazione elettrica alla saldatrice TIG, oltre che i cavi che permettono la saldatura, cioè la messa a terra e il supporto per l’elettrodo. Tali lunghezze possono variare enormemente da un modello all’altro, dai 3 ai 10 m, tuttavia è bene ricordare che maggiore sarà la loro misura e più elevata potrà essere la libertà di movimento all’interno della zona di intervento.

Potenza e amperaggio

Il funzionamento interno di una saldatrice inverter MMA è piuttosto semplice, tuttavia è utile comprenderlo per poter fare la scelta giusta in fase di acquisto. Diversamente da quanto accadeva in passato con modelli che funzionavano con un grosso e pesante trasformatore, le moderne saldatrici inverter fanno uso di un circuito elettronico interno che, tramite le apposite regolazioni, permette all’operatore di controllare l’amperaggio durante la lavorazione.

La potenza effettiva della saldatrice inverter, quindi, viene definita in base all’amperaggio erogato ed è, di conseguenza, un parametro che deve essere impostato a discrezione di colui che effettua il lavoro. Tale scelta non può essere incasellata all’interno di specifici dettami, poiché sarà l’utilizzatore, in base alla propria esperienza, al diametro e al tipo di elettrodo utilizzato, oltre che al materiale trattato, a valutare l’amperaggio utilizzabile. Va però detto che, sebbene ogni tipologia inverter presenti dei differenti valori in tal senso, la corrente in uscita effettiva sarà sempre minore dell’amperaggio nominale impostato.

L’efficacia dell’arco elettrico, vale a dire il calore effettivo da esso generato, dipende dal numero di ampere in uscita: questo significa che, per quanto riguarda la saldatura a elettrodo, deve esserci una corrente sufficiente a fondere il materiale.

Amperaggio Diametro elettrodo Spessore materiale Uso
Da 25 a 80 A 1,6/2 mm Non superiore a 3 mm Lavori meccanici che richiedono elevata precisione
Da 80 a 110 A 2,5 mm Non superiore a 4/5 mm Manutenzioni e riparazioni varie di piccola entità
Da 110 a 160 A 3,2 mm Non superiore a 6 mm Operazioni di manutenzione ordinaria su oggetti di vario tipo
Da 160 a 250 A 4/5 mm Fino a 10 mm Apparecchi adatti a impieghi di vario genere, anche molto impegnativi
Oltre i 250 A Fino a 9 mm Oltre i 10 mm Saldatrice inverter professionale usata soprattutto in campo industriale

La potenza massima della saldatrice elettrica, dunque, dovrà essere valutata in base all’utilizzo prevalente e, cosa ancora più importate, all’esperienza dell’operatore. Saldare con elettrodi molto piccoli o molto grandi può essere assai complicato in assenza di un adeguato bagaglio di malizia lavorativa e, per un neofita in questo campo, sarebbe dunque consigliabile lavorare con amperaggi e diametri medi. Di conseguenza, una saldatrice inverter 250 ampere, o anche soltanto una saldatrice inverter 200 ampere, sono macchinari che potrebbero sviluppare correnti di esercizio molto elevate rispetto alle esigenze di un hobbysta non troppo pretenzioso.

Nonostante ciò, è bene considerare che un più elevato potenziale corrisponde a una maggiore versatilità. Oltretutto, le regolazioni di cui le migliori saldatrici a TIG dispongono risultano intuitive e di semplice fruizione: esse sono infatti dotate di una manopola, o potenziometro, che permette di regolare in maniera molto precisa tali valori, consentendo dunque di ottenere risultati ottimali. In aggiunta, alcuni tra i migliori modelli sono dotati di processori interni altamente tecnologici, i quali permettono regolazioni automatiche in base alla lavorazione da svolgere.

Tipologie di elettrodi

Il risultato ottenibile dipende dunque, oltre che dall’amperaggio della saldatrice inverter, dal diametro dell’elettrodo e, nel caso della saldatura MMA, anche dal materiale di cui esso è composto. In questo caso, infatti, ci si avvale, in parole povere, di una bacchetta di metallo rivestita con dei componenti che, durante la fusione, proteggono dall’ossidazione il cordone di saldatura durante il raffreddamento. Tali elementi presentano una codifica numerica specifica, in base a cui è possibile determinare la composizione del rivestimento, il tipo di corrente richiesto e altri parametri tecnici che stabiliscono quale sia l’elettrodo giusto per saldare un determinato tipo di materiale.

La saldatura ad elettrodo può avvenire tramite l’utilizzo di diverse tipologie di rivestimento. Gli elettrodi più comunemente rintracciabili in commercio, con un diametro variabile da un minimo di 1,6 mm a un massimo di 9 mm, sono

  1. Acido
  2. Basico
  3. Ossidante
  4. Cellulosico
  5. Al rutilio, o rutilico

Pur senza addentrarsi troppo nel merito della composizione chimica di tali supporti, è utile sapere che, a seconda del materiali di cui è composto il rivestimento, gli elettrodi possono essere utilizzati per differenti lavorazioni e per ottenere risultati particolari. Gli ossidanti e i cellulosici sono gli elementi per saldatura ad elettrodo più versatili e performanti, mentre gli acidi sono impiegabili principalmente per lavorazioni poco impegnative, poiché, pur aumentando la semplicità operativa generale, producono un cordone meno puro e più debole. Gli elettrodi maggiormente usati sono i basici e i rutilici: i primi consentono una maggiore libertà di movimento durante il lavoro, pur producendo un risultato più difficile da rifinire, mentre i secondi garantiscono di norma un cordone esteticamente più gradevole e liscio.

Utilizzando invece una saldatrice inverter TIG, gli elettrodi utilizzabili sono composti unicamente di tungsteno, un materiale che, oltre a non fondere, è in grado di stabilizzare l’arco elettrico. I diametri esistenti in commercio variano da 0,25 a 6,4 mm e permettono normalmente una maggiore versatilità d’impiego, se messi a paragone con quelli usati per la saldatrice elettrodo inverter. L’unico punto critico individuabile in tali elementi, oltre al maggiore costo d’acquisto, è l’estrema fragilità del tungsteno: una caduta da pochi cm di altezza può infatti provocare la rottura, e la conseguente irreversibile inservibilità, dell’elettrodo stesso.

Gli elettrodi con diametro minore sono difficili da usare, poiché rendono più frequente la foratura del materiale

Gli elettrodi di una saldatrice a TIG vengono insufflati con gas inerti, i quali servono a proteggere dall’ossidazione l’atmosfera entro cui viene creato il bagno di saldatura. I gas utilizzati, di norma, sono argon o elio, grazie ai quali è possibile creare migliori condizioni operative, soprattutto in virtù della maggiore stabilità dell’arco elettrico e della possibilità di creare cordoni più puliti anche su metalli particolarmente leggeri, come ad esempio l’alluminio. La difficoltà di utilizzo di una saldatrice TIG professionale risiede principalmente nel fatto che, in base alla necessità del momento, la portata di tali gas, normalmente inseriti in bombole esterne al macchinario da collegare alla torcia che contiene l’elettrodo, deve essere controllata dall’operatore.

Procedure operative

Saldare non è un’operazione immediata e, molto più di altre lavorazioni tipiche del bricolage, necessita di molta esperienza prima di essere eseguita correttamente, in particolare se si utilizza una saldatrice a TIG. Tuttavia, sebbene la saldatura elettrodo sia normalmente meno complessa, anche in questo caso sarà fondamentale accumulare un buon numero di ore lavorative per ottenere un risultato ottimale. Il modo migliore per apprendere velocemente come saldare a elettrodo è usufruire degli insegnamenti pratici e dei consigli di un operatore navigato, ma, in linea generica, esistono degli accorgimenti che possono essere utili per imparare a usare una saldatrice elettrodo anche senza l’aiuto di un esperto del campo. Prima di procedere alla vera e propria saldatura elettrica è necessario seguire alcune indicazioni preliminari, tra cui

  1. Pulire accuratamente da ruggine e impurità il materiale da saldare
  2. Bloccare con morsetti i lembi da saldare, facendoli combaciare bene
  3. Regolare in maniera adeguata l’amperaggio della saldatrice a elettrodo
  4. Collegare a un pezzo metallico lontano dall’area di saldatura la pinza di messa a terra
  5. Esercitarsi nelle operazioni facendo ripetute prove su ritagli vari e altri materiali di scarto

Una volta eseguite le suddette operazioni, è possibile procedere alla sessione di lavoro vera e propria. In alcuni casi, ad esempio la saldatura di un oggetto verticale su un piano orizzontale, potrebbe essere necessario procedere a una puntatura, ovvero la creazione di punti di saldatura a distanze regolari, i quali avranno la funzione di bloccare i pezzi per permettere la creazione del cordone.

Un basso amperaggio rende migliore il risultato, ma deve essere abbastanza alto da fondere l’elettrodo

Nel momento in cui si andrà ad affrontare il procedimento vero e proprio con una saldatrice elettrodo, sarà bene procedere alla giusta velocità. Un lavoro effettuato troppo velocemente produrrà un cordone debole, mentre una lavorazione eccessivamente lenta potrebbe provocare la fusione eccessiva del materiale da unire, bucandolo e rovinandolo. Allo stesso modo dovrà essere calibrata attentamente la posizione operativa e l’inclinazione dell’elettrodo: la prima risulta essere molto personale e legata all’elettrodo usato, anche se generalmente la linea di saldatura dovrà essere perpendicolare al corpo e ci si dovrà assicurare una visuale chiara della zona di lavorazione. L’inclinazione invece può variare indicativamente tra i 20° e i 30°, sebbene dipenda in gran parte dalla tipologia di lavoro da effettuare.

Una volta creato il cordone di giunzione, preferibilmente intrecciando il bagno di fusione lungo il percorso della saldatura, il pezzo dovrà essere lasciato raffreddare, per poi poterlo ripulire. Durante la saldatura elettrodo è infatti inevitabile la formazione di una scoria al di sopra del cordone: questo materiale in eccesso dovrà essere rotto, utilizzando un martelletto, e poi ripulito con l’ausilio di un’apposita spazzola per metallo. In ogni caso, sia utilizzando una saldatrice a TIG che operando con una saldatrice a elettrodo, è necessario prendere confidenza con il proprio metodo di lavoro, con la posizione più congeniale e con la macchina saldatrice inverter stessa, effettuando molteplici prove su ritagli di vario tipo e di materiale differente.

Funzioni e sicurezza

La maggior parte delle saldatrici inverter odierne semplificano notevolmente il procedimento di saldatura, anche nel caso in cui l’operatore abbia poca esperienza al riguardo. Oltre a risultare più semplici e comode da utilizzare, infatti, esse presentano spesso delle funzioni estremamente utili, tra le quali possiamo rintracciare più frequentemente

  • Hot start
  • Arc force
  • Anti sticking
  • Tecnologia IGBT

La funzione di hot start, tramite l’erogazione di una corrente più elevata, agevola l’innesco iniziale dell’arco elettrico, mentre una saldatrice a elettrodo dotata di arc force presenta una maggiore facilità di trasferimento del materiale fuso dall’elettrodo stesso al pezzo in lavorazione, impedendo eventuali interruzioni nell’erogazione di corrente. Entrambe le funzionalità sono dunque utili a stabilizzare il processo, mentre l’anti sticking viene innescato quando l’elettrodo si incolla al materiale che si sta saldando: in tal caso, la saldatrice inverter si spegne, permettendo dunque il distacco degli elementi senza incorrere in danni alla pinza. La tecnologia IGBT, o transistor bipolare a gate isolato, consente invece, in parole povere, una migliore gestione delle correnti all’interno del dispositivo.

È utile precisare che, sebbene ogni saldatrice inverter professionale sia ormai equipaggiata con tutte le necessarie misure di sicurezza, il procedimento presenta alcuni rischi intrinseci cui è necessario porre la dovuta attenzione. Essendo macchinari che operano con alte tensioni elettriche è opportuno evitarne l’utilizzo in condizioni di elevata umidità o su superfici bagnate. Periodicamente è bene inoltre monitorare le condizioni dei cavi, avendo cura di sostituirli immediatamente qualora risultassero danneggiati o spelati.

La temperatura dei materiali in fusione durante la saldatura può superare abbondantemente i 1000°C

Durante l’utilizzo di un saldatore TIG e nel caso in cui si saldino elementi particolari, come per esempio il ferro zincato e altri metalli galvanizzati, sarà necessario evitare l’esposizione prolungata ai fumi di saldatura, fare molte pause durante la lavorazione e indossare eventualmente un’apposita maschera per la respirazione. In qualsiasi caso, sarebbe opportuno svolgere le operazioni in locali ampi, spaziosi e ben ventilati. Le temperature di saldatura, inoltre, sono estremamente elevate e, di conseguenza, è utile evitare abbigliamento in nylon o poliestere e indumenti larghi. Allo stesso proposito, i capelli lunghi dovranno essere raccolti prima di procedere all’inizio di ciascun lavoro, anche se di breve durata.

Una saldatrice inverter produce un arco elettrico la cui radiazione luminosa, parimenti a quella del sole, può essere dannosa per gli occhi e risulta quindi fondamentale dotarsi di un’apposita maschera oscurante o di un casco da saldatore, dispositivi che dovranno essere utilizzati ogniqualvolta si inneschi l’arco di saldatura. Durante la formazione del bagno di fusione può anche verificarsi la proiezione di gocce incandescenti, per cui è indispensabile l’utilizzo di guanti ad alta protezione, di giacche, grembiuli e pantaloni con elevato grado di resistenza al calore, oltre che di calzature alte, per esempio degli stivali di gomma.

Recensioni delle migliori saldatrici inverter

1. Stamos Germany S-MMA-250PI.2

Utilizzabile sia per il lavoro all’interno della propria officina che per effettuare riparazioni all’aperto, la saldatrice inverter Stamos Germany S-MMA-250PI.2 è compatta, potente e comoda in qualsiasi situazione. Per merito dell’avanzata tecnologia di cui fa uso, garantisce risultati precisi e di alta qualità.

Stamos Germany S-MMA-250PI.2

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Stamos Germany S-MMA-250PI.2

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Svolgere attività di saldatura anche all’esterno del proprio garage può talvolta risultare complesso, tuttavia, grazie alle sue caratteristiche, Stamos Germany S-MMA-250PI.2 offre una maggiore semplicità di utilizzo anche all’esterno. La tecnologia IGBT permette di produrre delle saldature MMA, quindi con elettrodo rivestito, estremamente precise, potendo inoltre contare su un ottimo grado di sicurezza: quest’ultimo è garantito da classi elevate di protezione e isolamento.

Il potenziometro di questa saldatrice inverter permette di regolare l’amperaggio da un minimo di 20 A a un massimo di 250 A, con un ciclo di lavoro del 60%. Ciò significa che, su 10 minuti di lavorazione, l’apparecchio sarà in grado di lavorare per ben 6 minuti, emettendo una corrente di saldatura di 194 A, prima di necessitare di raffreddamento. A conti fatti sarà possibile lavorare a lungo su una grande varietà di materiali e pezzi diversi, potendo arrivare a saldare elementi con uno spessore massimo di 10 mm e con elettrodi di diametro compreso tra 1,6 e 5 mm.

Grande libertà di movimento

Una delle migliori caratteristiche di questa saldatrice inverter è rappresentata dall’elevato grado di maneggevolezza che può garantire. Oltre a risultare poco ingombrante dal punto di vista volumetrico, grazie alla compattezza determinata da misure piuttosto ridotte, 35 x 12,5 x 22,5 cm, è decisamente comoda da maneggiare, dal momento che il peso complessivo è di appena 4,8 kg. Tali caratteristiche ne consentiranno dunque un utilizzo incredibilmente versatile, oltre che un’eventuale semplicità di trasporto per svolgere manutenzioni a domicilio.

In aggiunta alla maneggevolezza determinata dai dati strutturali, Stamos Germany S-MMA-250PI.2 presenta ottime caratteristiche di flessibilità anche per quanto riguarda la lunghezza dei cavi. Questi ultimi, ovvero la messa a terra e il cavo su cui è montato il morsetto entro cui inserire l’elettrodo per la saldatura, misurano ben 8 m. A conti fatti, aggiungendo a tali lunghezze i 2 m del cavo di alimentazione, è possibile lavorare a un massimo di 10 m di distanza dalla presa elettrica. Inoltre, per garantire ulteriormente la semplicità di spostamento, è presente una pratica cinghia per il trasporto.

Display a led

L’attività di saldatura sarà resa ancora più semplice dalla presenza di un display a led che permetterà di visualizzare in ogni momento le regolazioni impostate, consentendo dunque di agire rapidamente su tali parametri. In aggiunta alla funzione di hot start, la quale genera un automatico aumento di corrente per l’innesco dell’arco elettrico, Stamos Germany S-MMA-250PI.2 è dotata di un efficace sistema di raffreddamento ad aria con ventole. È inoltre presente un elevato grado di protezione dal pericolo di surriscaldamento, il quale viene segnalato dall’accensione di una spia dedicata.

In virtù delle sue ottime caratteristiche tecnologiche e strutturali, quindi, questa saldatrice inverter può essere adatta a una nutrita schiera di hobbysti, compresi coloro i quali ne facciano un uso frequente e relativamente impegnativo. Ideale anche per chi, per qualsiasi motivo, ha spesso necessità di spostare la propria attrezzatura, risulta essere un equilibrato mix tra potenza, maneggevolezza e affidabilità, potendo dunque configurarsi come un prodotto destinato a soddisfare sia esigenze amatoriali, volendo anche quelle dei neofiti, che necessità di tipo professionale.

2. Stahlwerk AC/DC TIG 200 ST IGBT Pulse

Versatile e performante, Stahlwerk AC/DC TIG 200 ST IGBT Pulse saldatrice inverter consente di operare con efficacia su un’estesa gamma di materiali. Per merito di molteplici regolazioni ed elevata qualità delle sue caratteristiche tecniche, incontra anche le necessità dei saldatori più esigenti.

Stahlwerk AC/DC TIG 200 ST IGBT Pulse

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Adatta per eseguire saldature MMA con elettrodo rivestito e per saldature TIG, Stahlwerk AC/DC TIG 200 ST IGBT Pulse consente la manutenzione e la riparazione su molte tipologie di materiali metallici, sia i più leggeri che gli acciai. La tecnologia IGBT garantisce inoltre potenza e stabilità, mentre il corpo macchina risulta resistente, ben protetto e isolato, determinando dunque una notevole longevità del prodotto nel lungo termine.

Nonostante le molteplici funzioni di cui è dotata e l’elevata adattabilità d’impiego, questa saldatrice inverter presenta anche delle interessanti doti per quanto riguarda la maneggevolezza e la comodità durante l’utilizzo. Le dimensioni, 45,5 x 22 x 37 cm, e il peso, 11,5 kg, in concomitanza con la presenza della maniglia rivestita in gomma, ne permettono infatti uno spostamento piuttosto agevole. In aggiunta, i cavi per saldare in modalità MMA hanno una lunghezza di 5 m, mentre i tubi per operare a TIG misurano anch’essi 5 m, con una torcia per l’elettrodo in tungsteno avente la testina flessibile.

Salda anche l’alluminio

Grazie alla possibilità di scegliere tra corrente alternata, AC, e corrente continua, DC, questa saldatrice inverter, scegliendo la prima modalità, consente di lavorare anche sull’alluminio, uno dei metalli notoriamente più difficili da saldare. È inoltre possibile, per quanto riguarda la saldatura TIG, regolare tra -5 e +5 l’impulso che controlla la stabilità dell’arco elettrico, influenzando quindi la penetrazione della saldatura nel materiale in questione. Impegnandosi nella saldatura con elettrodo, invece, sarà possibile contare sulla presenza di funzioni utili come il sistema anti sticking e il dispositivo interno di hot start.

Offrendo la possibilità di scelta tra le modalità 2T e 4T, Stahlwerk AC/DC TIG 200 ST IGBT Pulse consente inoltre di controllare il flusso di corrente, che può essere impostato all’interno di una gamma variabile da un minimo di 10 A fino a un massimo di 200 A. Il ciclo di lavoro a massima potenza risulta anche discretamente elevato, 60% circa, mentre altre manopole di regolazione permettono di agire sulla riduzione momentanea della corrente in uscita, oltre che sull’apporto di gas durante la saldatura TIG. L’innesco dell’arco elettrico è inoltre facilitato da un dispositivo operante ad alte frequenze.

Funzioni di sicurezza

In aggiunta alle molte possibilità operative offerte, la saldatrice inverter prodotta dalla casa tedesca presenta anche ottime funzioni riguardanti la sicurezza. I danni potenzialmente derivanti da un eventuale eccessivo surriscaldamento vengono prevenuti da un controllo dedicato, il quale viene innescato non appena il macchinario risulta sovraccarico: in tal caso si accende una spia gialla di avvertimento, che si spegne poi non appena il motore è nuovamente freddo. Tutte queste funzionalità risultano estremamente utili, poiché garantiscono comfort, sicurezza e affidabilità durante ogni tipo di lavorazione, comprese quelle più impegnative.

Grazie alle sue numerose regolazioni e all’alta qualità costruttiva e tecnologica con la quale è stata realizzata, Stahlwerk AC/DC TIG 200 ST IGBT Pulse risulta essere un’attrezzatura estremamente versatile e adatta a tutti i tipi di utilizzo, tra cui quelli professionali. La dotazione iniziale comprende inoltre un martelletto per l’asportazione delle scorie e una spazzola per pulire la saldatura e il prodotto gode oltretutto di una garanzia di 5 anni, con possibilità di ottenere costantemente supporto tecnico e assistenza anche al di fuori di tale periodo.

3. IpoTools Super Tig 200Di

Un equipaggiamento altamente tecnologico, unito ad ampia possibilità di regolare le lavorazioni ed elevata efficienza, rendono la saldatrice inverter IpoTools Super Tig 200Di estremamente versatile e affidabile, capace di soddisfare ogni necessità operativa, dalle più comuni alle più impegnative.

IpoTools Super Tig 200Di

Il prodotto migliore in assoluto

IpoTools Super Tig 200Di

(5)

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Le numerose possibilità offerte da questa saldatrice inverter vengono incontro alle esigenze di ogni categoria di utilizzatore, consentendo infatti di lavorare su metalli di vario tipo, tra cui titanio, rame, alluminio e acciai di diverso genere. È possibile effettuare saldature TIG, sia con corrente alternata che con corrente continua, e saldature MMA, contando su una qualità costruttiva che permette sempre il raggiungimento di risultati eccellenti in ogni occasione.

Benché un peso di circa 15,5 kg non possa farla rientrare nella categoria delle macchine più leggere esistenti sul mercato, IpoTools Super Tig 200Di presenta una discreta maneggevolezza generale, oltre che un’accentuata robustezza costruttiva. I cavi di saldatura lunghi 3 m consentono di usufruire di un adeguato spazio di manovra all’interno dell’area di lavoro, mentre la cinghia a tracolla ne agevola notevolmente il trasporto, rendendola quindi adatta anche a chi la utilizza a domicilio o ha spesso la necessità di movimentare la propria attrezzatura.

Regolazioni completamente digitali

Una delle più interessanti qualità di questa ottima saldatrice inverter è rappresentata dal microprocessore interno a 32 bit, il quale gestisce le varie impostazioni manovrabili dall’utente. Tra queste ultime spicca il campo di regolazione dell’amperaggio: per quanto riguarda la saldatura TIG, la corrente, continua o alternata, può essere regolata da un minimo di 5 a un massimo di 200 A, mentre la saldatura con elettrodo si può affrontare con un range di potenzia variabile tra i 20 e i 200 A. In aggiunta, è presente una modalità a impulsi per operare a TIG, la quale permette un controllo continuo sulla lavorazione per risultati impeccabili.

In virtù delle funzioni con cui è equipaggiata, IpoTools Super Tig 200Di consente inoltre di ottenere ottimi risultati anche con la saldatura a elettrodo rivestito. Oltre alla tecnologia IGBT, la quale migliora le prestazioni generali dell’erogazione e della commutazione di corrente, sono infatti presenti ulteriori fattori utili a rendere più semplice la lavorazione. I dispositivi di hot start, anche chiamato avviamento a caldo, arc force e anti sticking offrono la garanzia di poter conseguire prestazioni elevate, grazie alle varie funzioni che stabilizzano l’arco elettrico.

Memoria di lavoro

Pur risultando estremamente versatile e robusta, IpoTools Super Tig 200Di è molto avanzata anche dal punto di vista tecnologico. Tra le funzioni maggiormente apprezzabili, infatti, è necessario citare la memoria interna, la quale consente all’operatore di salvare fino a 10 differenti impostazioni lavorative riguardanti la modalità TIG e di richiamarle nel momento del bisogno, senza più dover procedere a ulteriori regolazioni. In virtù di tali caratteristiche, questo prodotto, nonostante le sue elevate qualità tecniche, è dunque utilizzabile con relativa facilità anche da eventuali neofiti della saldatura.

All’interno della confezione della saldatrice inverter si può trovare una dotazione basilare ma necessaria, la quale risulta composta da un cavo di messa a terra, un cavo con pinza porta elettrodo, un tubo flessibile da 4 m con torcia per saldatura TIG, oltre che 3 diversi porta elettrodi per quest’ultima. Un apparecchio altamente tecnologico, incredibilmente performante, semplice da usare e versatile, con cui sarà possibile eseguire saldature in ogni situazione, ottenendo risultati di alta qualità.

Opinioni finali

Per effettuare riparazioni e manutenzioni su parti metalliche nell’ambito del bricolage, così come anche per affrontare progetti più impegnativi, è dunque necessario l’acquisto di una buona saldatrice inverter, grazie alla quale sarà possibile eseguire comodamente la maggior parte dei lavori di questo tipo. Può tuttavia non essere così semplice decidere quale scegliere tra i vari modelli presenti sul mercato, venduti a prezzi molto diversi fra di loro e, talvolta, suscettibili di sconti e offerte particolari.

Per venire incontro efficacemente alle necessità basilari di un hobbysta, una tra le scelte migliori potrebbe essere Stamos Germany S-MMA-250PI.2 che, pur appartenendo a una fascia medio bassa, risulta essere una saldatrice inverter performante e affidabile. La sua estrema maneggevolezza la rende adatta soprattutto per chi si trova spesso nella situazione di operare al di fuori della propria officina e, anche in assenza di uno sconto, l’acquisto di tale prodotto risulta estremamente vantaggioso dal punto di vista economico.

Se si è invece alla ricerca di un macchinario più versatile, il quale permetta di saldare una più ampia gamma di materiali sia in modalità TIG che MMA, Stahlwerk AC/DC TIG 200 ST IGBT Pulse si configura come un’alternativa ottima, se non la migliore all’interno della fascia media. Potenza, robustezza e comodità di utilizzo fanno di questo modello inverter un prodotto dotato di un rapporto estremamente equilibrato tra qualità e prezzo e, di conseguenza, particolarmente interessante per chi ricerca alte prestazioni, pur non essendo disposto a spendere cifre molto elevate.

Per contro, nel caso in cui si desideri puntare verso un’apparecchiatura equipaggiata con una tecnologia notevolmente avanzata, che permetta di spaziare con semplicità ed efficacia all’interno di un range lavorativo molto ampio, la miglior alternativa può essere rappresentata da IpoTools Super Tig 200Di. Questa saldatrice inverter, che può essere utilizzata senza problemi sia da un neofita che da un operatore navigato, giustifica il suo relativamente elevato prezzo di mercato con una qualità costruttiva e tecnica di alto livello. Pur non essendo la convenienza economica il suo punto di forza, in presenza magari di un a particolare offerta, potrebbe risultare un acquisto a dir poco interessante.

Sebbene siano molteplici gli aspetti da tenere a mente prima di scegliere il prodotto più adatto alle proprie esigenze, esperienza nel campo, versatilità, potenza d’impiego e utilizzo prevalente che si prevede di farne sono di certo le variabili più importanti da considerare. In qualunque caso, chiunque ami il bricolage e le lavorazioni su metalli non potrà evitare l’acquisto di una saldatrice inverter per affrontare tutte le più disparate eventualità cui si va incontro muovendosi all’interno del mondo del fai da te.

Quale saldatrice inverter scegliere? Classifica (Top 3)

Prodotto Offerta Sconto Voto
Stamos Germany S-MMA-250PI.2 Stamos Germany S-MMA-250PI.2 189,00 € 219,00 * 30,00 € (14%) (4.9)
Stahlwerk AC/DC TIG 200 ST IGBT Pulse Stahlwerk AC/DC TIG 200 ST IGBT Pulse 499,00 € 124,75 * 124,75 € (100%) (4.2)
IpoTools Super Tig 200Di IpoTools Super Tig 200Di 645,99 € 161,50 * 161,50 € (100%) (5)

Domande frequenti

Perché durante la saldatura elettrodo si attacca?

Quando l’elettrodo si attacca al pezzo significa che la corrente di saldatura è troppo bassa. Se la saldatrice inverter non è provvista di anti sticking, è necessario spegnere il motore, staccare l’elettrodo con una tronchese e riprendere con un amperaggio più elevato.

La maschera di protezione è compresa nella dotazione?

Dipende dal modello in questione, tuttavia, nella stragrande maggioranza dei casi, la maschera o il casco di protezione non sono compresi e vanno quindi acquistati a parte.

Il contatore di casa da 3 kW è adatto all’utilizzo della saldatrice inverter?

Sì, normalmente gli apparecchi destinati all’uso hobbystico sono progettati per assorbire un quantitativo di energia compatibile con i contatori domestici. In caso di utilizzo ad amperaggio molto elevato o in modalità a corrente alternata, tuttavia, l’assorbimento energetico potrebbe superare il limite dei 3 kW.

È possibile installare un controllo da remoto?

Di norma sì. Esistono in commercio delle apposite pedaliere che permettono il controllo a distanza sull’amperaggio e sull’innesco dell’arco elettrico; sarà solo necessario verificare la compatibilità degli innesti.

Può essere alimentata tramite gruppo elettrogeno?

In assenza di specifiche contrarie, sì. Dovrà soltanto essere verificata l’efficacia del gruppo elettrogeno, ovvero che quest’ultimo abbia un voltaggio adeguato, minimo 220 V, e una sufficiente erogazione di potenza, almeno 3 kW.

Dove si acquistano le bombole di gas per la saldatura TIG?

Le bombole contenenti i gas inerti utilizzati nella saldatura TIG, le quali sono di solito vuoti a perdere, possono essere acquistate in qualsiasi ferramenta fornita, nei magazzini per il bricolage o tramite diversi negozi in rete.

Si può saldare il ferro arrugginito?

Certamente sì, ma sarà necessario procedere prima a un’adeguata pulizia del pezzo con carta abrasiva o tramite molatura. Eventuali residui di ruggine potrebbero infatti contaminare il bagno di fusione, complicare le operazioni e renderle inefficaci.

Come vanno conservati gli elettrodi?

Gli elettrodi per saldatrice inverter dovranno essere conservati in un luogo asciutto e al riparo dall’umidità. Un elettrodo umido, infatti, potrebbe impedire la formazione dell’arco elettrico e, di conseguenza, risultare del tutto inservibile ai fini del lavoro da svolgere.