Telescopio astronomico

Telescopio astronomico

Subire il fascino di cieli stellati e desiderare di scoprire i segreti del firmamento è una delle cose che maggiormente affascina ognuno di noi, sin da quando si è bambini. Poter avere l’opportunità di scrutare la volta celeste è oggi un’attività a portata di tutti grazie a strumenti come Celestron AstroMaster 130EQ, che consente anche ai neofiti di accostarsi a questa pratica per imparare a conoscere satelliti, stelle e pianeti.

Confronto dei modelli migliori

Celestron AstroMaster 130EQ

Il prodotto migliore in assoluto

Celestron AstroMaster 130EQ

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  • Cercatore star – pointer integrato
  • Lunghezza focale 650 mm
  • Montatura tipo equatoriale

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Celestron Travelscope 70

Miglior raporto di prezzo e qualità

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Offerta: EUR 89,00 Prezzo: 129,90 Sconto: 40,90 (31%) *

  • Ingrandimento massimo 165x
  • Montatura tipo altazimutale
  • Peso complessivo 1,5 Kg

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Seben 1000-114 Star-Sheriff EQ3

Buona alternativa

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  • Cercatore 5x24 in dotazione
  • Diametro specchio 114 mm
  • Lente di Barlow inclusa

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Guida all’acquisto

Caratteristiche

Capita a tutti, più spesso di quanto non ci si renda conto, di alzare gli occhi verso il cielo stellato in una notte limpida e senza nuvole, e di rimanere incantati da quel manto scuro come velluto intessuto di gioielli splendenti e luminosi. Il fascino di questa visione non coglie solo i più romantici o i sognatori, ma da sempre, soprattutto, uomini di scienza che hanno voluto ardentemente addentrarsi nei segreti dell’universo cercando di carpirli, comprenderli e spiegarli.

Per poter far questo, di pari passo con lo studio della volta celeste, si sono sviluppati incredibili progressi anche nell’ambito delle soluzioni ottiche destinate a scrutarlo, fino a raggiungere, a giorni nostri, progressi tecnologici di portata inimmaginabile ed in continua evoluzione. Il telescopio astronomico, per come lo conosciamo oggi, è figlio di queste continue innovazioni e consente di approcciarsi all’osservazione ed allo studio delle costellazioni, degli astri e delle galassie in modo semplice e coinvolgente. Prima di dare inizio all’esplorazione è necessario, però, prendere in considerazione le situazioni d’uso che ci si troverà ad affrontare e scegliere il modello di telescopio maggiormente idoneo a soddisfare le nostre necessità. I telescopi attualmente sul mercato si dividono in 3 categorie:

  • Rifrattori
  • Riflettori
  • Catadiottrici

Una struttura peculiare caratterizza il telescopio rifrattore: il tubo, lungo e sottile, è chiuso da entrambi i lati, anteriormente dalle lenti e posteriormente dall’ottica. Non presentando aperture si può star certi che le parti interne rimarranno sempre pulite, poiché non entrando aria non verranno contaminate nemmeno da micro granelli di pulviscolo. Grazie a questo le immagini sono sempre di ottima qualità, hanno una luminosità molto buona e i contrasti risultano netti e ben definiti. La disposizione degli elementi ottici rende le immagini ribaltate rispetto alla disposizione reale degli elementi oggetto di studio, ma questo non rappresenta un problema nelle abituali attività di osservazione della volta celeste, sia amatoriali che professionali. I telescopi rifrattori sono l’ideale per l’osservazione della luna e dei pianeti, proprio per via della risoluzione che si riesce ad ottenere.

Per quanto riguarda la seconda classe di strumenti, ad essa appartengono i telescopi riflettori, anche detti Newtoniani. Essi differiscono strutturalmente dai precedenti poiché una delle due estremità rimane aperta, mentre, in prossimità dell’altra, è presente una coppia di specchi, il cui secondo mostra una superficie perfettamente piana. Questa tipologia di telescopio ci propone l’immagine esattamente identica a quella che appare in cielo, senza rovesciarla. Sono questo gli strumenti maggiormente versatili, idonei anche solo per uso amatoriale grazie ai costi più contenuti e ad una buona resa. L’impiego maggiorente consigliato è l’osservazione di nebulose, oppure di galassie, giacché riuscendo a raccogliere un quantitativo notevole di luce questo tipo di telescopi è in grado di rendere nitide anche le immagini di quegli astri che, per dimensione o lontananza, emettono una più debole luminosità.

Un catadiottrico o un rifrattore sono altamente performanti anche in presenza di umidità e rugiada

Infine chiudono questo terzetto i telescopi catadiottrici. Si tratta quasi nella totalità dei casi di modelli di telescopi professionali, quindi di gamma medio alta, più dispendiosi ma altamente performanti. I modelli maggiormente diffusi sono lo Schmidt – Cassegrain, idoneo sia per l’osservazione degli astri che dello spazio profondo, ed il Maksutov – Cassegrain, maggiormente indicato per osservare satelliti e corpi celesti relativamente vicini.  Entrambi i modelli sono particolarmente indicati per essere utilizzati in concomitanza alle macchine fotografiche digitali, per ottenere fotografie di alta qualità. Sono dotati, a volte, di un meccanismo azionato da particolari software in grado di semplificare in maniera notevole la fase cosiddetta esplorativa poiché la regolazione dell’inseguimento avviene elettronicamente. Un telescopio professionale catadiottrico utilizza sia gli specchi che le lenti, è facilmente trasportabile e idoneo ad essere collocato ovunque si scelga di posizionarsi per intraprendere l’osservazione.

Montature

Non solo le caratteristiche strutturali del tubo e delle lenti sono importanti per una corretta osservazione del cielo, ma anche e soprattutto la montatura su cui lo strumento ottico poggia. Ma cosa è una montatura? Si tratta di un sistema meccanico, che consente al telescopio di muoversi in diverse direzioni. Come tutti noi sappiamo infatti, sia la terra che gli astri compiono costantemente orbite ellittiche intorno al sole. Non ci accorgiamo di questo ad occhio nudo, ragion per cui le stelle ci sembrano fisse, ma, se le osserviamo con un telescopio capace di buoni ingrandimenti, dopo solo pochi minuti il corpo celeste che stiamo osservando sarà fuori dal nostro campo visivo. Sono dunque necessari minimi ma continui aggiustamenti per seguire lo spostamento dei corpi celesti nel cielo, e la montatura è un indispensabile aiuto in tal proposito. Per quanto riguarda questo aspetto, per i telescopi astronomici o terrestri solitamente le tipologie di montatura possibili sono 2:

  1. Montatura altazimutale
  2. Montatura equatoriale

Entrambe presentano caratteristiche peculiari e vantaggi specifici che riassumeremo nella tabella sottostante

Tipologia Carattestiche Vantaggi
Montatura altazimutale Si tratta di una montatura che consente di effettuare il movimento esclusivamente su due assi rispetto al nostro orizzonte terrestre (azimuth), ovvero basso – alto, oppure perpendicolari (in altezza) rispetto ad esso, quindi sinistra – destra. -Semplice da utilizzare
-Maggiormente economica
-Adatta solo a scatti fotografici con breve esposizione
Montatura equatoriale Mostra una complessità di manovra leggermente maggiore ma, individuato il corpo celeste da seguire, è possibile muoversi in maniera sincronizzata con il moto di rotazione terrestre su un asse unico. -Adatta per astrofotografia e scatti che richiedano una esposizione prolungata
-Grazie al movimento orario e al sistema di contrappesi “segue” l’oggetto osservato
Indica sull’oculare i punti cardinali

Dalla tabella si evince chiaramente che le montature altazimutali sono quelle maggiormente indicate per i neofiti, per chi non ha ancora dimestichezza con questa tipologia di strumenti ottici e predilige un’attrezzatura più leggera, da portare con sé in viaggio magari. Le montature equatoriali, essendo dotate di un sistema di contrappesi che rendono possibile il movimento descritto, sono attrezzature di livello maggiormente avanzato, più solide e robuste, ideali se si vuole magari organizzare una postazione d’osservazione fissa e se ci si vuole dedicare all’astronomia trasformando un hobby in qualcosa di più serio.

Sia le montature altazimutali che quelle equatoriali possono essere manovrate manualmente, anche se negli ultimi anni, per semplificare e rendere più precise le prestazioni, sono stati realizzati sistemi di movimento computerizzati che possono aiutare in questa operazione. Essi infatti, una volta avviati, compensano in modo continuo il movimento terrestre e mantengono in obiettivo l’oggetto della nostra osservazione senza richiedere alcuno altro sforzo da parte nostra.

In alcuni modelli computerizzati è possibile settare un allineamento diurno

Inoltre è possibile avvalersi persino di montature provviste di un puntatore automatico. Un semplice sistema computerizzato è in grado di ricevere e memorizzare le coordinate di un certo numero di astri. Non appena queste coordinate vengono inserite l’asse del telescopio si orienta autonomamente nella direzione desiderata, mostrando in obiettivo il corpo celeste che desideriamo osservare.

Se da una parte queste nuove tecnologie semplificano notevolmente la fase di ricerca nello spazio profondo, dall’altra sono in molti gli astronomi che non le utilizzano volentieri. Esse infatti, meccanicizzando il processo di ricerca, sembra quasi che privino gli amatori di un rituale meticoloso ed affascinante e dell’entusiasmo di fronte alla scoperta di corpi celesti che si ammirano per la prima volta.

Che si scelga di avvalersi di tali strumentazioni o di eseguire gesti manuali dipende di certo dal carattere dell’osservatore, ciò che è certo è che, ancora oggi, nonostante tutte le automatizzazioni a cui ci siamo abituati, il cielo riesce sempre ad incantare come la prima volta che si è posato l’occhio su un telescopio.

Oculari e cercatore

Come in tutte le strumentazioni ottiche, anche per un telescope gli oculari giocano un ruolo fondamentale, poiché da essi dipende la resa delle immagini e la magnificazione complessiva su cui possiamo fare affidamento. Si tratta di lenti che nei modelli catadiottrici e rifrattori vanno montate sulla parte anteriore del tubo, in posizione opposta a quella dell’apertura frontale, mentre nei modelli riflettori vengono poste di fianco ad essa, affinché si possa appoggiare l’occhio per vedere ciò che si sta puntando.

Gli oculari hanno una propria lunghezza focale che è fondamentale conoscere, poiché anche da questa dipende il calcolo del potere di ingrandimento del telescopio stesso, che si ottiene per l’appunto effettuando una divisione tra il potere focale dello strumento e quello dell’oculare. Per fare comprendere meglio ciò che si è appena enunciato potremmo dire che se la lunghezza focale dello strumento fosse di 650 mm e quella di uno dei suoi oculari fosse di 10 mm, la risultante, ovvero 65 x indicherebbe quanti sono gli ingrandimenti possibili montando quell’ottica specifica.

Esistono in commercio diverse tipologie di oculari, la tabella sottostante rappresenta una breve sintesi delle loro caratteristiche per meglio orientarsi in base alle proprie esigenze

Tipologia Caratteristiche
Hyugens Formati da 2 lenti, consentono un campo visivo abbastanza piccolo, di circa 40 gradi. Non sono oculari di ultima generazione e si usano di rado
Kellner Formati da 3 lenti riescono ad offrire un campo visivo varia in un range tra 35 e 50 gradi. Le lenti sono collate per ridurre le aberrazioni cromatiche. Si usano anche per ingrandimenti piuttosto elevati
Ortoscopici Sono oculari con 4 lenti, tre delle quali presentano specifiche particolarità: una è infatti biconcava e due biconvesse. Grazie all’ottima definizione varia in un range tra 40 e 45 gradi
Plössl Formati da 2 coppie di lenti, per un totale di 4, sono gli oculari maggiormente economici e solitamente anche i più utilizzati dai principianti. Il campo visivo apparente è di circa 50 gradi
Long – Eye
Long – View
Di moderna fattura offrono, anche in presenza di focali corte, una distanza interpupillare che oscilla tra i 16 e i 20 mm. Suggerite per chi indossa gli occhiali
Nagler Costituiti da 4 o 5 lenti collate tra di loro, che a volte possono anche diventare 7, consentono un campo visivo davvero notevole di circa 80 gradi. Sono in grado di ridurre sia distorsioni che aberrazioni come la coma.

Prima del montaggio di un oculare è bene sapere che in caso si necessiti di ingrandimenti maggiori esiste un elemento ottico, la lente di Barlow, la quale posizionata tra il tubo e l’oculare è in grado di aumentare, sino a raddoppiarlo, il potere magnificante.

Per riuscire a mettere a fuoco le immagini e massimizzare le prestazioni degli oculari un focheggiatore è d’obbligo. Esso consente di regolare la distanza focale, allungandola od accorciandola, mediante il movimento meccanico di piccoli tubi che effettuano uno scorrimento, l’uno internamente all’altro, attraverso il comando di una piccola rotellina.

In commercio esistono di tre tipi di focheggiatore

Crayford: in cui i movimenti avvengono mediante l’attrito delle parti preposte alla meccanica dello strumento. Si tratta della soluzione più costosa.

Elicoidale: in cui i movimenti dipendono da un filettatura, ed è una soluzione appartenente ad una fascia di prezzo media

A cremagliera: in cui i movimenti avvengono grazie alla cremagliera che rende possibile l’incastrarsi dei piccoli denti. Questa si rivela essere la soluzione maggiormente economica.

Osservare il sole sempre con lenti idonee dotate di protezione

L’ultimo elemento da prendere in considerazione, per un quadro completo delle possibilità che ci si aprono nel mondo degli strumenti ottici per utilizzo astronomico, è il cercatore. Esso è un piccolo accessorio aggiuntivo che, disponendo di un minor numero di ingrandimenti, consente di individuare un campo più ampio e dunque di selezionare preliminarmente la porzione di volta celeste che ci si accinge ad osservare, al fine di guidare l’orientamento del telescopio facilitando le operazioni di ricerca e puntamento. Un cercatore ottico può avere 3 orientamenti e mostrare l’immagine:

  • Corretta, quindi identica a come la si percepisce ad occhio nudo
  • Right angle, ovvero ribaltata come se la si vedesse in uno specchio, ma comunque dritta
  • Standard, cioè sia ribaltata da destra a sinistra che capovolta dall’alto in basso

Il fatto che le immagini possano risultare ribaltate non costituisce un problema, trattandosi di corpi celesti, spesso puntiformi, anzi, il fatto di non dover impiegare ulteriori lenti per raddrizzare l’immagine giova alla resa della stessa, evitando inutili dispersioni di luce in favore di una visione più nitida e maggiormente ricca di contrasti definiti.

Ciò che invece è davvero importante è l’allineamento tra il cercatore e il telescopio, che dovrebbe avvenire di giorno e che deve assolutamente mostrare un inquadratura perfettamente identica in entrambi, contenente il punto di riferimento prescelto.

Modalità d’utilizzo e pulizia

Adesso che si sono acquisite le nozioni di base imprescindibili per scegliere lo strumento ottico maggiormente adatto alle nostre esigenze e che si è familiarizzato con nomenclature di accessori e strutture è giunto il momento di vedere e capire come usare un telescopio per ottenere da esso le migliori prestazioni.

Scegliere un luogo molto buio e isolato per far risaltare meglio i corpi celesti

L’elenco sottostante si propone di enumerare le operazioni principali per guidare anche chi fosse alle prime armi

  1. Montare lo strumento ottico seguendo le istruzioni riportate nel kit compreso nella confezione originale, o cercando indicazioni sul sito web della casa produttrice
  2. Selezionare un punto d’osservazione idoneo e collocare il supporto estensibile in maniera da garantire al telescopio, una volta posizionato, una sistemazione ferma e stabile in piano
  3. Prendere dimestichezza con le montature e con il cercatore, che andrà avvitato parallelamente al corpo principale del telescopio, muovendosi molto lentamente e con spostamenti minimi, soprattutto se si stanno usando ingrandimenti notevoli
  4. Fare pratica durante il giorno con le lenti accessorie e con le operazioni di messa a fuoco: imparare ad individuare i punti di riferimento quando c’è luce è più semplice se si è principianti e consente operazioni più sicure e veloci al buio
  5. Portare con sé delle mappe che indichino la posizione degli astri nella volta celeste per riconoscerli ed orientarsi. Se desiderate ammirare specifiche costellazioni o determinati corpi celesti informatevi preventivamente su quale posizione essi occupino in un determinato periodo dell’anno. Non si deve mai scordare che la terra gira e che non sempre dal nostro emisfero ed in ogni periodo è possibile osservare tutto ciò che desideriamo, ma è di certo più facile scorgere quello che vogliamo se sappiamo dove indirizzare lo sguardo
  6. Armarsi di pazienza, dote essenziale perché solo un occhio attento ed allenato, pian piano, scorgerà variazioni di colore e particolari che fino a poco tempo prima non avrebbe mai notato. Il consiglio è quello di non trascorrere tutto il tempo poggiati all’oculare, ma riposare la vista di tanto in tanto e tenere entrambi gli occhi aperti per evitare una stanchezza eccessiva, magari proprio nel momento in cui la visibilità diviene più chiara
  7. Provvedere a qualche piccolo comfort che possa rendere più gradevoli le notti trascorse all’aperto: abiti caldi adatti ad ambienti umidi, un thermos con una bevanda ben calda, una sedia ed un piccolo tavolo dove poggiare mappe, fogli, matite e accessori di ricambio per avere tutto a portata di mano anche se intorno c’è buio sono accortezze che non vi pentirete di aver preso in considerazione. Infine, soprattutto d’estate, non dimenticate un ottimo repellente per insetti.

Per quanto concerne la pulizia del telescopio per iniziare sicuramente questa richiede attenzioni specifiche e grande delicatezza se si vogliono preservare integre e a lungo le ottiche e le alluminature. Un buon kit che si dovrebbe sempre tenere a portata di mano è composto da:

  • Pompetta di piccole dimensioni, preferibilmente in gomma, per soffiare via granelli di polvere, prima ancora di intraprendere le operazioni di pulizia, preservando da graffi che potrebbero nuocere alla visione
  • Pennello a setole fitte ma molto morbide, delle dimensioni adatte alle superfici che si intendono pulire
  • Panno morbido in microfibra, per eliminare le tracce di ciglia oppure le impronte sugli oculari, specifico per elementi ottici
  • Detergente, meglio se specifico, reperibile in negozi di ottica o di fotografia. Questo va usato con parsimonia, una sola goccia su un angolo del panno in microfibra o su di un cotton fioc da passare velocemente e rimuovere subito

Gli elementi appena descritti andrebbero usati esattamente in questo ordine, e a volte si rivela sufficiente anche solo l’uso della pompetta seguito da brevi passaggi del pennello. È essenziale mantenere sempre una delicatezza estrema nel maneggiare ottiche e specchi, non strofinare e, soprattutto se si arriva ad usare il detergente specifico, eliminare aloni ed eliminare ogni traccia d’umidità con un angolo asciutto del panno in microfibra. Una vota ultimate le operazioni di pulizia, per evitare di vanificarle, è opportuno indossare dei guanti in cotone idonei, di quelli che non lasciano pelucchi, mentre si rimonta il telescopio.

Recensioni dei modelli preferiti


Celestron AstroMaster 130EQ

Se si è dei neofiti in materia di osservazione astronomica, ma non si vuole comunque rinunciare a strumenti di buona qualità per approcciarsi a questo universo da scoprire, Celestron AstroMaster 130E è il modello ideale per iniziare. Il cielo stellato d’ora in poi non avrà più alcun segreto per voi.

Celestron AstroMaster 130EQ

Il prodotto migliore in assoluto

Celestron AstroMaster 130EQ

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Si trascorrono spesso intere giornate con gli occhi fissi sullo schermo del computer per lavoro, oppure chini sui libri per prepararsi alle interrogazioni della mattina successiva, ma l’idea di poter alzare lo sguardo e scoprire i disegni tracciati in un cielo infinito sollevano da ogni stanchezza. Celestron AstroMaster 130EQ è un telescopio riflettore, o Newtoniano, a tubo corto, compatto e semplice da trasportare, che presenta una montatura a struttura equatoriale di tipo tedesco.

Il diametro misura 130 mm, mentre la lunghezza focale è di 650 mm, questa combinazione consente un rapporto focale f/5, idoneo non solo per l’osservazione dei crateri lunari, ma anche per familiarizzare con le fattezze e le peculiarità degli altri pianeti. Il peso dello strumento è di 12,5 kg e le sue dimensioni sono di 88,9 x 48,3 x 30,5 cm. Gli specchi sono stati sottoposti ad un trattamento di alluminatura, che li rende maggiormente resistenti e perfettamente idonei all’impiego in qualsiasi ambiente si scelga di fermarsi ad osservare.

Oculari in dotazione

Per un’osservazione di stelle e pianeti è senza ombra di dubbio essenziale che le ottiche siano di grande qualità, affinché la luce, anche quando dovesse rivelarsi flebile, possa essere accolta dal telescopio e resa in immagini splendenti e luminose. Celestron AstroMaster 130EQ, le cui lenti presentano uno strato antiriflesso, reca in dotazione con sé ben due oculari, il primo da 10 mm ed il secondo da 20 mm di lunghezza focale. L’oculare da 10 mm presenta un corpo leggermente più compatto e realizzato in metallo, in grado di offrire sino a 65 x di ingrandimento.

L’oculare da 20 mm, invece, presenta un corpo più lungo e realizzato in materiale plastico, ha un campo visivo di 40 gradi e permette di effettuare fino a 33 ingrandimenti. L’attacco di entrambi gli oculari è universale, il che permette, se lo si desidera, di sostituirli in un secondo momento, per avvalersi di elementi aggiuntivi o in caso si smarrissero o danneggiassero negli anni.

Perfetto anche per i meno esperti

Perché lasciarsi scoraggiare dall’intraprendere un hobby se esistono in commercio strumenti perfettamente tarati per le esigenze di neofiti od inesperti appassionati? Celestron AstroMaster 130EQ soddisfa le necessità di chi si accosta all’astronomia e ne segue i primi passi, grazie alla versatilità dei suoi utilizzi e all’immediata comprensione delle sue funzionalità. Per coloro i quali ancora devono prendere dimestichezza con l’orientamento tra gli astri in cielo il cercatore è senza alcun dubbio una guida preziosissima.

In questo modello specifico ci si confronta con un puntatore red – dot, ovvero uno di quelli che, in maniera del tutto simile ad un mirino, garantiscono una buona centratura dell’oggetto o del corpo celeste in osservazione. Esso entra in azione grazie all’energia fornita da una pila agli ioni di litio compresa nella confezione originale. L’aspetto più interessante è che l’immagine resa non si presenta rovesciata ma esattamente come noi la vediamo in celo, per cui sarà semplice anche per chi è alle prime armi non smarrire i punti di riferimento.


Celestron Travelscope 70

Se non si è affascinati solo dai segreti del firmamento ma si trova diletto anche effettuando osservazioni terrestri, Celestron Travelscope 70 è un perfetto compagno di viaggio da portare sempre con sé ad ogni escursione. Compatto, pratico ed estremamente leggero vi svelerà i segreti del cielo e quelli sino all’orizzonte.

Celestron Travelscope 70

Miglior raporto di prezzo e qualità

Celestron Travelscope 70

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Le caratteristiche di un telescopio amatoriale non possono prescindere dalla semplicità d’utilizzo e dall’immediatezza con la quale esso consente a chiunque di raffrontarsi con ogni funzione ed ogni pezzo in dotazione. Celestron Travelscope 70 è stato progettato con la chiara intenzione di seguire ogni spostamento per essere impiegato comodamente in vacanza o durante escursioni notturne. Si tratta di un telescopio rifrattore acromatico dal diametro di 70 mm e con una lunghezza focale di 400 mm, per un rapporto focale di f/5.7.

Questo grande diametro consente un buon quantitativo di luce in entrata, rendendo il telescopio perfettamente adatto all’osservazione di corpi celesti di buona luminosità. Il diametro degli oculari è di 3,8 mm, le lenti sono state tutte sottoposte ad un trattamento multistrato e vengono fornite due ottiche intercambiabili, una da 10 mm e una da 20 mm. Le aberrazioni cromatiche sono ridotte al minimo per donare contorni perfettamente definiti e rendere degnamente ogni spettacolo che la natura sa offrire.

Montatura

Se ancora non si è particolarmente pratici nell’utilizzo di uno strumento ottico, sebbene possa trattarsi di un telescopio per principianti, è molto importante riuscire ad imparare velocemente a maneggiare non solo il pezzo principale, ma anche la sua montatura, che lo sorregge e ne guida i movimenti in maniera da consentire a chi guarda di seguire l’oggetto osservato in modo corretto, compensando con spostamenti ottimali il movimento terrestre rispetto alla volta celeste per non perdere le coordinate di riferimento individuate.

La montatura che Celestron Travelscope 70 propone è di tipo azimutale, ovvero consente di regolare gli spostamenti secondo i due assi a noi più noti e quindi di più semplice approccio, sopra – sotto e destra – sinistra. Ciò che è bene tenere a mente è che maggiori sono gli ingrandimenti che si stanno utilizzando in quel momento e minori di contro, dovranno essere le manovre di aggiustamento, per evitare che ci si possa discostare eccessivamente da ciò che si sta osservando.

Per un facile trasporto

Poiché ci si trova di fronte ad un modello di strumento ottico che è specificamente stato realizzato per il trasporto, non stupisce che la casa produttrice abbia pensato di includere nella confezione originale anche un supporto regolabile per posizionare il telescopio ed uno zainetto idoneo ad accogliere lo strumento in maniera corretta. Il cavalletto a tre piedi regolabili ed estensibili in altezza è stato fabbricato in alluminio, molto leggero ma ben solido.

Alla base, posto esattamente in corrispondenza dell’attacco del modello, è stata posta una piccola livella, la cui bolla esemplifica l’operazione di posizionamento garantendoci che la superficie su cui il telescopio poggia sia perfettamente piana e correttamente allineata con il polo celeste. Celestron Travelscope 70, non solo è un ottimo telescopio astronomico, ma anche un mirabile telescopio terrestre. Con un’unica spesa si potrà dunque decidere di volta in volta se osservare la volta celeste o il panorama naturalistico circostante, sempre ottenendo il massimo da questa esperienza.


Seben 1000-114 Star-Sheriff EQ3

Spesso sono i più giovani a volersi accostare ad un hobby come l’astronomia, ma sono destinati a perdere presto interesse se costretti a confrontarsi con strumenti ottici scadenti. Seben 1000-114 Star-Sheriff EQ3 è invece un ottimo elemento per iniziare, ed anche ai più grandi farà piacere partecipare ad ogni osservazione.

Seben 1000-114 Star-Sheriff EQ3

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L’astronomia è un hobby che richiede tempo e pazienza ma anche condizioni atmosferiche idonee ed un corretto posizionamento per non essere disturbati dall’eccesso di illuminazione nei dintorni. Non è detto che si possa praticare ogni volta che si desidera, per questa ragione non tutti sono disposti a spendere cifre importanti per un telescopio, rischiando però di avvalersi di un prodotto qualitativamente insufficiente e dunque poco stimolante da utilizzare. Seben 1000-114 Star-Sheriff EQ3 coniuga le esigenze dei meno esperti con le funzionalità di un prodotto catadiottrico eccellente.

Lo specchio presenta un notevole diametro che misura 114 mm, mentre la distanza focale è di 1000 mm e permette di osservare in modo ottimale oltre 2 milioni di stelle, ovvero tutte quelle con dimensioni sino a 12,8 M, ed inoltre di individuare satelliti e pianeti cogliendone le immagini e rendendole all’osservatore con un buon contrasto ed una mirabile nitidezza. Incluso nella confezione originale è previsto anche un notevole numero di accessori aggiuntivi da impiegare per ampliare il volume delle vostre scoperte.

Astrofotografia

Quando nello spazio profondo si ha la fortuna di scorgere Saturno ed i suoi anelli per la prima volta la gioia è talmente incontenibile da voler immortalare quel momento, frutto di ricerca e di pazienza, condividerlo e riviverlo per sempre. Per questo l’astrofotografia prende sempre più piede anche tra i neofiti, ed è importante che un telescopio astronomico possa essere predisposto per prevedere l’attacco di una macchina digitale. Seben 1000-114 Star-Sheriff EQ3 soddisfa questa esigenza: grazie ad un porta oculare, che misura 31,7 mm e promette prestazioni di alto livello, può agevolmente essere inserito un adattatore che consenta l’utilizzo di una fotocamera.

Per ottenere fotografie nitide il luogo in cui posizionare lo strumento ottico è essenziale, affinché questo, indisturbato dalle luci della città, possa avere il tempo di raccogliere la luce necessaria per lo scatto. Che si pensi di salire in terrazza, posizionarsi sul balcone o recarsi in aperta campagna questo telescopio, con il suo peso di soli 11 kg, facilita il trasporto e vi segue ovunque desideriate.

Oculari e lenti

Non tutti quelli che si accostano all’astronomia ai loro inizi sono consapevoli ed informati riguardo ad i possibili accessori aggiuntivi integrabili al proprio telescopio per affrontare ogni evenienza e riuscire ad osservare quanti più corpi celesti possibile. Seben 1000-114 Star-Sheriff EQ3 si rivela una scelta intelligente anche in questo caso specifico, poiché la sua confezione originale consiste in quello che l’azienda ha denominato “Big – Pack”.

Oltre al supporto a 3 piedi regolabile esso include: quattro oculari, ad alte prestazioni, da 31,7 mm, rispettivamente con H 20, H 12,5, H 6, SR 4, una lente di Barlow ed un filtro lunare, dallo stesso diametro e da 1,25“. Sono inoltre presenti una lente d’inversione per consentire una visione non rovesciata, un cercatore 5 x 24 ed una montatura di tipo equatoriale EQ3. Per rendere più agevole e sicuro il trasporto, infine, si trovano nella confezione 4 contenitori per la protezione degli oculari, un coperchio per il tubo ed uno per il focheggiatore, in grado di proteggerli da infiltrazioni di polvere.


Opinioni finali, offerte e prezzi

Viviamo spesso vite in cui ci sentiamo limitati, costretti a seguire routine e gesti ripetitivi, ma da sempre la mente dell’uomo ha avvertito, forte, il desiderio di spaziare e di scoprire. Se ci attira in modo irresistibile ciò che è senza confini, immenso ed infinito come l’insieme dei segreti che l’universo cela, l’astronomia può rappresentare davvero un potente mezzo per sentirci liberi e felici. Un buon telescopio astronomico è l’ideale per guidare le nostre esplorazioni e davvero non si ha che l’imbarazzo della scelta tra i modelli proposti.

Se non si è ancora degli astronomi provetti e si cerca uno strumento ottico idoneo per dare inizio al proprio nuovo hobby Celestron AstroMaster 130EQ rappresenta davvero il miglior telescopio con cui confrontarsi. Il cercatore sarà un validissimo aiuto, indispensabile per orientarsi in un cielo trapunto di stelle ancora sconosciute, ed in breve sarà semplicissimo destreggiarsi tra nebulose e costellazioni, toccando quasi il cielo con un dito ma con i piedi ben piantati in terra, grazie al supporto di sostegno in acciaio estensibile. Il prezzo di questo modello è di fascia medio bassa, perfetto per un regalo o come primo acquisto.

Per chi è sempre in movimento e sia in vacanza come durante brevi escursioni non vuole rinunciare alle sue sessioni di osservazione, Celestron Travelscope 70 appaga realmente ogni necessità. Si tratta di uno strumento estremamente leggero, solamente 1,5 kg, incredibilmente versatile grazie alla possibilità di essere impiegato come telescopio terrestre oltre che per le esplorazioni astronomiche, ed inoltre è provvisto di un comodo zaino ideato per un trasporto pratico e sicuro. Tra i vari prezzi dei modelli con cui è in concorrenza, il suo è davvero basso, il migliore possibile per un prodotto di tale qualità.

Infine, per chi si diletta di astrofotografia e non vuole perdere occasione di immortalare i corpi celesti in tutto il loro splendore Seben 1000-114 Star-Sheriff EQ3 è una tra le migliori proposte, per le sue doti, per i materiali e soprattutto per la ragguardevole quantità di elementi aggiuntivi previsti nella confezione originale, che consentiranno di scegliere, di volta in volta, la migliore visuale possibile. Il prezzo è anche in questo caso di fascia medio bassa, ma considerato che non si dovranno acquistare ulteriori lenti o supporti nemmeno i prodotti in forte sconto potranno tenergli testa. Una volta scelto lo strumento che fa per voi siamo certi che in ogni serata limpida e tersa vi troverete a scrutare il cielo, stupendovi della meraviglia che uno spettacolo senza tempo possa donare, ogni volta come se fosse la prima in cui avete ammirato le stelle.

Quale scegliere? (OFFERTE & PREZZI)
Prodotto Offerta / Prezzo Sconto Voto
Celestron AstroMaster 130EQ Celestron AstroMaster 130EQ EUR 322,75 403,44 * EUR 80,69 (20%) (3.8)
Celestron Travelscope 70 Celestron Travelscope 70 EUR 89,00 129,90 * EUR 40,90 (31%) (3.9)
Seben 1000-114 Star-Sheriff EQ3 Seben 1000-114 Star-Sheriff EQ3 EUR 197,99 247,49 * EUR 49,50 (20%) (3.7)

Domande frequenti

Che cosa è il “seeing atmosferico”?

Il seeing atmosferico è, letteralmente, la turbolenza dell’aria che disturba l’immagine di un corpo celeste osservabile al telescopio. Sappiamo che l’atmosfera è in continuo movimento e che gli spostamenti d’aria e i venti non si arrestano mai in alta quota, per tale ragione gli astri ci appaiono spesso tremolanti. Esistono 2 scale per valutarne l’intensità, la prima è quella di Antoniadi, che classifica da Seeing I a Seeing V i disturbi dell’immagine mediante semplici descrizioni, la seconda, maggiormente analitica, è la scala di Pickering, che adottò delle simulazioni per definire e quindi descrivere il tremolio delle stelle.

Che significa fare acclimatare il telescopio?

Ogni strumento ottico è costituito da un tubo contenente prismi, specchi o lenti. All’interno del tubo, magari appena scesi dall’automobile, l’aria ha una temperatura diversa da quella dell’ambiente circostante, Ciò crea delle correnti convettive all’interno del tubo stesso che possono causare lievi tremolii e danneggiare la resa dell’immagine. Per tale ragione il telescopio dovrebbe acclimatarsi, ovvero trascorrere qualche minuto inattivo per dar modo alle sue parti di raggiungere una temperatura concorde a quella esterna.

Si può usare una bomboletta ad aria compressa per eliminare i granelli di polvere dalle parti del telescopio più difficili da raggiungere?

È meglio non far uso di bombolette ad aria compressa per la pulizia di specchi e lenti, giacché queste contengono un propellente che, se depositato anche solo in piccole gocce sulle superfici, richiederebbe un’ulteriore e più complessa operazione di pulizia per essere rimosso.

Che tipo di strumenti scegliere per osservazioni in zone caratterizzate da forte ventosità?

Ogni movimento durante l’osservazione astronomica rappresenta la necessità di dover riprovvedere all’individuazione del corpo celeste e alle conseguenti messe a fuoco. Scegliendo di avvalersi di strumenti corti e compatti, i quali offrono una superficie minore che deve resistere alle folate di vento, di certo gli spostamenti saranno meno probabili e meno frequenti.

Si può praticare astrofotografia con il cellulare invece che con la digitale?

Certamente sì. In commercio esistono già da un po’di tempo degli adattatori e dei riduttori che consentono di collegare diverse tipologie di smartphone al telescopio. Ovviamente, per quanto il modello della fotocamera del cellulare possa essere performante, si potranno effettuare buoni scatti soprattutto di corpi celesti di dimensioni ragguardevoli e dotati di una sufficiente luminosità. Per gli astri meno luminosi e più piccoli ci si dovrà dotare di una macchina fotografica digitale professionale.

Come si devono pulire gli specchi con una superficie alluminata?

Una volta rimossi dal loro alloggiamento ed avendo avuto cura di porre sulla base del lavandino un asciugamano od un panno morbido per essere certi in caso di scivolamento accidentale, lo specchio va tenuto inclinato sotto un debole getto d’acqua corrente a temperatura ambiente. L’acqua, scorrendo, porta via con sé residui di pulviscolo e lascia gli specchi puliti. Può essere effettuato un ultimo risciacquo con dell’alcool isopropilico, che elimina eventuali tracce residue ed evapora velocemente senza asciare aloni. Infine, per essere certi di una totale asciugatura, si potrà usare il getto freddo più debole di un phon o arieggiare con dei ventagli.

Il telescopio può essere portato come bagaglio a mano in aereo?

Certamente sì, anche se ovviamente dipende dal peso e dalle dimensioni dei modelli a cui si fa riferimento. Alcuni telescopi hanno infatti in dotazione zaini da viaggio, solitamente delle dimensioni consentite per essere ammessi in cabina, e un peso che oscilla tra 1,5 kg e 5 kg. In questo caso ovviamente non vi sarà alcuna restrizione. Altri modelli invece prevedono bagagli di dimensioni e peso maggiori, in questo caso il consiglio migliore è quello di dividere il corpo centrale dalle ottiche e portare queste ultime, insieme con le lenti aggiuntive, con sé in cabina, per maggiore sicurezza, mentre si provvederà all’imbarco del tubo e degli altri accessori.

Esistono accessori tascabili per la pulizia delle lenti?

Certamente sì! Esistono strumenti per la pulizia delle lenti di ottiche ed oculari, dalle fattezze simili a quelle di una penna, che da un capo recano un pennellino a setole morbide e dalla parte opposta una piccola testina in microfibra oppure un mini tampone realizzato in carbonio in grado di eliminare efficacemente le impronte accidentali. Si tratta di validi piccoli aiuti da tenere sempre con sé fuori casa nel caso non si volesse trasportare un intero kit di pulizia tradizionale durante le sessioni di osservazione all’aperto. Questi prodotti, pensati proprio per essere completamente tascabili, vantano una grande leggerezza ed una estrema praticità. Non solo, peraltro, aiutano a tenere pulite le lenti senza rovinare gli strati di trattamento antiriflesso ma, all’occorrenza, possono essere impiegati addirittura per pulire gli occhiali.