Miglior amplificatore audio per impianti Hi-Fi del 2024

miglior amplificatore audio per impianti hi-fi del 2024

Chi è alla ricerca del suono perfetto sa bene che non basta semplicemente munirsi di altoparlanti qualsiasi, ma per ottenerlo bisogna innanzitutto dotarsi di un sistema di diffusione sonora adeguato nel quale non dovrebbe mai mancare un amplificatore audio. Pioneer A-10AE può assolvere a vari scopi, andando dal semplice incremento della potenza d’uscita delle casse alla possibilità di un ascolto personalizzato intervenendo manualmente su alcune caratteristiche intrinseche del segnale emesso per ottenere una resa migliore.

Confronto degli amplificatori audio migliori

Pioneer A-10AE

Il modello più venduto

Pioneer A-10AE

(4.2)

Offerta: 293,12 € Prezzo: 73,28 Sconto: 73,28 (100%) *

  • Consuma 0,2 W quando entra in modalità standby
  • Si può abbinare un giradischi tramite Phono (MM)
  • Chassis rivestito in acciaio spesso solo 0,16 cm

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Marantz PM6006

Miglior rapporto qualità e prezzo

Marantz PM6006

(4.2)

Offerta: 444,52 € Prezzo: 499,00 Sconto: 54,48 (11%) *

  • Può raggiungere i 180 W RMS di potenza d’uscita
  • Supporta il collegamento bi-wiring a doppio cavo
  • Fino a 4 diffusori abbinabili, purché da 4 a 16 Ω

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Yamaha A-S501

Il prodotto migliore in assoluto

Yamaha A-S501

(4.2)

Offerta: 499,00 € Prezzo: 549,00 Sconto: 50,00 (9%) *

  • Conserva la purezza del suono grazie a ToP-ART
  • Possiede 8 ingressi, di cui 6 analogici e 2 digitali
  • È possibile personalizzare il livello di Loudness

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Onkyo A-9010

Ottima alternativaampl

Onkyo A-9010

(4.2)

Offerta: 200,00 € Prezzo: 229,00 Sconto: 29,00 (13%) *

  • Ascolto in cuffia grazie ai 2 jack da 6,3 e 3,5 mm
  • Entra in standby automaticamente dopo 20 min
  • Più device controllabili con Remore Interactive

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Come scegliere un amplificatore audio

Descrizione generale

Quando si ascoltano le proprie canzoni preferite tra le mura domestiche lo si fa nei contesti più disparati, come ad esempio per avere la giusta spinta durante una sessione di cyclette, per tenere il ritmo mentre si pulisce casa o, più semplicemente, per staccare da tutto e ritagliarsi una meritata pausa di relax dopo una lunga giornata di lavoro.

Per molti è già un traguardo sentire la propria selezione musicale riprodotta da un qualsiasi sistema di diffusione sonora, ma i veri appassionati che desiderano cogliere ogni minima sfumatura di una melodia senza perdere neanche un dettaglio, come ad esempio un audiofilo, riusciranno nell’intento integrando al proprio impianto un ottimo amplificatore audio.

Tralasciando le varianti di amplificatore integrato all’interno di altri device, quali home theatre e impianti hi-fi, si tratta di una periferica grande quanto una scatola con misure approssimative di 45 x 15 x 35 cm e con un peso dai 4 ai 10 Kg circondata da uno chassis sottile in metallo.

Tutti gli amplificatori audio sono caratterizzati nella parte frontale da diversi pulsanti e spie con cui effettuare le regolazioni e sul retro da una serie di griglie di aerazione e prese con cui mettere in comunicazione una o più sorgenti con degli altoparlanti.

Dato il suo aspetto, non è difficile capire come funziona un amplificatore audio, il quale assume il ruolo di booster audio incrementando il livello del segnale in ingresso per poi trasmetterlo agli speaker abbinati. Tale processo poi diventa fondamentale in presenza di casse passive, poiché a differenza di quelle attive esse non dispongono di un amplificatore integrato al loro interno.

Si presenta di solito nei colori nero, argento e oro

Durante una festa in un ambiente piuttosto ampio per far sentire a tutti i presenti la musica suonata dal proprio impianto hi-fi la scelta giusta è ricorrere a un amplificatore audio, grazie al quale si riuscirà a ottenere una resa finale più potente e accurata, dunque adeguata a simili contesti.

Occorre avere a mente che tale qualità è garantita esclusivamente sotto il profilo sonoro, infatti qualora si volessero gestire flussi video provenienti da un lettore DVD, ci si dovrà necessariamente rivolgere a un sintoamplificatore, in quanto unico prodotto in grado di farlo.

Chi possiede un dispositivo con un amplificatore casse integrato al suo interno non riuscirà a ottenere risultati eccellenti, ma con un modello esterno invece non solo avrà a disposizione una maggiore potenza rms ma in aggiunta potrà ritoccare a suo piacimento svariati parametri al fine di ottimizzare il suono in uscita rendendolo più vicino ai propri gusti.

Ad assicurare a qualsiasi sottofondo musicale un rendimento di base già adeguato ci pensano alcuni accorgimenti attuati già in fase di progettazione del migliore amplificatore audio, il quale normalmente è composto da

  1. Dissipatore di calore
  2. Circuito integrato
  3. Transistor
  4. Piedini

Come per tutti i sistemi elettronici, anche in un amplificatore stereo è fondamentale il ricircolo dell’aria, il quale è agevolato non solo dalla presenza di griglie di aerazione, ma pure da un dissipatore di calore spesso in alluminio, il cui scopo è proprio quello di scongiurare possibili fenomeni di surriscaldamento.

La corretta amplificazione dei suoni nella stragrande maggioranza degli amplificatori audio è gestita da un transistor, ma nei modelli più datati o in quelli di nicchia di amplificatori valvolari l’operazione è invece affidata a delle valvole termoioniche, ossia delle componenti elettroniche attive delicate e particolarmente soggette a usura.

In ogni amplificatore a garantire un’emissione priva di disturbi ci pensa il circuito integrato, il quale di norma è costruito in modo tale da essere isolato e schermato così da non subire eventuali interferenze da altri apparati o dalla presenza di più collegamenti cablati con molteplici elementi del proprio impianto hi-fi.

Non meno importanti ma non sempre riscontrabili, i piedini sono solitamente 4 e vengono disposti alla base degli angoli di un amplificatore hi-fi al fine non solo di sostenerlo in tutto il suo peso non proprio leggero ma perfino per ridurre il più possibile le vibrazioni, evitando che esse incidano negativamente sulla resa finale di musica e altri contenuti.

Specifiche tecniche

Se non si è degli audiofili, è normale non sapere quale scegliere tra i molteplici amplificatori audio in commercio, ma non ci si può soffermare esclusivamente sul rapporto qualità prezzo e sulle caratteristiche fisiche del singolo amplificatore, le quali per quanto importanti magari per regolarsi in base allo spazio a disposizione in soggiorno purtroppo incidono in minima parte sulla qualità del suono emesso.

Infatti esso, oltre a dipendere da parametri configurabili attraverso diversi comandi, è intrinsecamente legato ad alcune proprietà che rientrano nelle specifiche tecniche del miglior amplificatore audio.

Proprietà Valori
Classe di funzionamento A, B, AB, C, D, E, G, H
Impedenza delle casse Da 4 a 16 Ω
Consumo energetico Da 150 W a 0,3 W
Potenza RMS Da 80 a 350 W RMS
THD+N 0,08 %
Canali Da 2 a 7.1
SNR 100 dB

Per conoscere la massima efficienza teorica di un amplificatore bisogna verificare la sua classe di funzionamento, la quale può assumere come valore una lettera dell’alfabeto scritta in maiuscolo. I più diffusi negli amplificatori hi-fi sono quelli AB, in quanto rappresentano il miglior compromesso tra resa sonora e risparmio energetico, ossia rispettivamente i punti di forza di A e di B.

Le altre categorie si adattano meglio a specifiche tipologie di apparato, come ad esempio il mini amplificatore audio, il quale proprio per le sue dimensioni particolarmente ridotte di solito rientra nella classe D.

Se si conta di abbinare svariate casse bisognerà accertarsi che il proprio amplificatore hi-fi supporti un numero di canali pari al quantitativo da collegare. Ad esempio, con una sola coppia di speaker ne basteranno 2 per ricreare melodie stereofoniche, ma in caso di home theatre e impianti hi-fi da 7.1 si dovrà optare per un dispositivo con altrettante uscite.

Inoltre occorre prestare attenzione anche all’impedenza delle casse, assicurandosi di associare solo quelle con un valore entro i limiti indicati nelle specifiche tecniche del proprio amplificatore stereo. Addirittura con certi amplificatori audio può capitare di dover ritoccare un’apposita configurazione al fine di impostare il range attualmente in uso e assicurarsi così una performance eccellente sotto ogni aspetto.

Per ottimizzare i consumi è consigliabile sfruttare tutte le prese dedicate agli altoparlanti

Alcuni parametri possono contribuire a farsi un’idea più chiara circa la nitidezza della musica emessa dagli amplificatori hi-fi. Tra queste vi è SNR, acronimo di “Signal to Noise Ratio”, ovvero il rapporto segnale-rumore, il quale, come suggerisce il nome, definisce in dB di quanto è più forte il segnale sonoro rispetto al rumore di fondo.

Invece in qualsiasi amplificatore hi-fi conoscendo la percentuale del THD+N, sigla di “Total Harmonic Distortion + Noise”, detta anche distorsione armonica totale + rumore, si saprà il grado di disturbo con l’aumentare dell’emissione sonora. Dunque se nel primo caso è bene prediligere una cifra elevata, nel secondo piuttosto è consigliabile optare per amplificatori audio dal valore inferiore a 1.

Pur trattandosi di 2 proprietà entrambe misurate in Watt (W), quando si parla di potenza RMS o d’uscita ci si riferisce a una caratteristica del suono, ossia alla massima energia che può erogare un amplificatore audio senza distorcere, la quale sarà piuttosto bassa in un amplificatore integrato ad esempio in un altoparlante attivo, mentre con consumo energetico si intende l’elettricità assorbita dallo stesso per funzionare.

Quest’ultimo valore può variare in base a cosa sta facendo un amplificatore hi-fi, passando da circa 150 Watt durante la riproduzione di musica e altri contenuti ad approssimativamente 25 Watt quando è operativo e in attesa di istruzioni ad addirittura soli 0,3 Watt mentre è in standby.

Il primo invece in qualsiasi amplificatore audio economico o di fascia alta fa riferimento alla massima erogazione dichiarata sulle specifiche tecniche per ogni singolo canale, la quale solitamente è una stima e non un parametro relativo a una misurazione effettiva.

Collegamenti supportati

Dopo essersi procurati lettori multimediali, casse e tutte le componenti necessarie, per iniziare a godere della propria musica nella tranquillità del proprio ambiente domestico è fondamentale sfruttare un amplificatore per mettere in comunicazione ogni elemento con gli altri, così da dar vita a un impianto hi-fi in piena regola.

Per riuscire nell’intento basta osservare il retro del proprio amplificatore audio, in quanto zona in cui normalmente si trovano tutte le prese con cui attuare i collegamenti cablati, i quali possono trasportare i suoni in modo analogico o digitale in base alla tipologia.

Chi non è audiofilo o quantomeno esperto in materia potrebbe sentirsi perso in mezzo a tanti attacchi diversi, ma consultando il manuale di istruzioni di un amplificatore hi-fi si troveranno tutte le spiegazioni su quali siano quelli più adatti al proprio impianto e alle proprie esigenze.

Qualsiasi esse siano bisogna ogni volta fare distinzione tra ingressi e uscite di un amplificatore audio, conosciuti pure come input e output, poiché i primi servono a ricevere i suoni provenienti da una sorgente, quale ad esempio un lettore CD o un tv, mentre i secondi provvedono a ritrasmetterlo in versione amplificata e corretta ad altri sistemi di diffusione sonora, di solito 2 o più casse.

Nell’eseguire questa operazione gli amplificatori audio fungono pure da convertitori, in quanto all’occorrenza possono trasformare la trasmissione in ingresso da analogica a digitale e viceversa al fine di adattarsi al meglio alle uscite dei device abbinati.

Cablaggio Modalità Alloggiamenti
Mini-jack da 3,5 mm Analogica 1
Jack da 6,3 mm Analogica 1
Lightning Digitale 1
Coassiale Digitale 1
Ottico Digitale 1
RCA Analogica 2
USB Digitale 1

Tra i connettori maggiormente riscontrabili in un amplificatore stereo più datato vi sono i 2 spinotti RCA, detti anche “Phono” o “Cinch”, facilmente distinguibili l’uno dall’altro per via della diversa colorazione. Infatti quello dedicato al canale sinistro può essere di colore bianco o nero, mentre quello riservato al destro è sempre rosso, così da richiamare alla mente il lato corretto, ovvero “Right” (R).

Queste spine sono tra le più usate sugli amplificatori audio per l’abbinamento degli altoparlanti tramite cavo così come per associare apparecchiature d’altri tempi, quali ad esempio un registratore di cassette o un giradischi, di cui spesso è possibile attaccare pure la linea di terra tramite un terminale denominato Signal GND al fine di eliminare eventuali ronzii.

Negli amplificatori hifi veicolare segnali analogici ci pensano le uscite jack da 6,3 mm e la sua variante più piccola ma largamente diffusa tra i dispositivi mobili, ovvero il mini-jack da 3,5 mm.

Entrambi sono di norma posizionati sul frontalino di un amplificatore stereo e non sul retro insieme alle altre prese, in quanto la loro funzione principale è quella di permettere un ascolto più attento della musica usando le cuffie, così da cogliere ancora meglio tutte le sfumature e capire di conseguenza quali regolazioni modificare per una resa finale eccellente col proprio impianto di amplificazione e sistema di diffusione.

Esistono poi cavi particolari, che si addicono soprattutto a televisori e lettori DVD, in grado di veicolare trasmissioni digitali, come quelle attuabili con porte di tipo coassiale, USB e Lighting o altrimenti tramite cavo ottico.

Di solito da una sessione all’altra mantiene i settaggi impostati, incluso il volume

Oltre ai sistemi in grado di trasportare fisicamente il segnale sonoro e capaci di fungere da convertitori da modalità analogica a digitale e viceversa, nei modelli più moderni di amplificatore si possono trovare in aggiunta uno o più tipi di connessioni wireless, quali Bluetooth, NFC e la possibilità di sfruttare la rete internet domestica attraverso il wi-fi.

Ovviamente la presenza di una simile alternativa può facilitare l’abbinamento di impianti di vario genere a un amplificatore audio senza doversi procurare appositi cavetti per poi capire dove attaccarli, ma ciò è valido solo laddove vi sia una connettività comune a tutte le apparecchiature in gioco, altrimenti si dovrà necessariamente ricorrere ad altri metodi cablati.

Se negli amplificatori audio si può scegliere tra la modalità con cavi e quella senza fili è consigliabile optare per la prima, in quanto meno soggetta a disturbi ambientali e più stabile rispetto alla seconda.

Installazione e utilizzo

Che sia per integrarlo al proprio home theatre o creare un impianto hi-fi adeguato in occasione di una festa, per sentire con le proprie orecchie la qualità garantita da un ottimo amplificatore audio non occorre essere degli audiofili ma almeno sapere come scegliere quello giusto e farne buon uso, così da godere del proprio acquisto al massimo delle sue possibilità.

Tralasciando le varianti più economiche di amplificatore integrato all’interno di altoparlanti attivi, per utilizzare al meglio delle loro capacità tutti gli altri tipi di amplificatore hi-fi è importante seguire nel giusto ordine alcuni passaggi, i quali prevedono di

  1. Abbinare tutte le sorgenti
  2. Associare i diffusori
  3. Attaccare alla corrente
  4. Accendere l’apparato
  5. Regolare le impostazioni
  6. Mettere in standby alla fine

Innanzitutto bisogna far comunicare le sorgenti di uno o più impianti con il proprio amplificatore audio. Per riuscirci occorre verificare ingressi e uscite di tutte le apparecchiature in gioco, così da trovare prese compatibili con cui effettuare i cablaggi.

Chi vuole collegare tv a amplificatore stereo solitamente potrà farlo sfruttando un cavo ottico le cui estremità andranno inserite una rispettivamente in una delle uscite del primo e l’altra in uno degli ingressi del secondo. Se poi si tratta di uno schermo abbastanza datato, ci si potrà avvalere dei connettori RCA presenti in quasi tutti gli amplificatori audio avendo cura di rispettare il giusto ordinamento.

Scelta la fonte da cui attingere i propri contenuti, siano essi musica o film, bisognerà occuparsi di come poterli sentire. A tal scopo è necessario servirsi dei diffusori abbinandoli con cavetti compatibili. Quasi sempre sul retro di ogni amplificatore hi-fi c’è una sezione dedicata esclusivamente alle casse, di norma contraddistinta dalla dicitura “speakers”.

È proprio usando le prese situate in quest’area del proprio amplificatore che si riuscirà ad attuare il collegamento cablato degli altoparlanti. Come per tutti gli amplificatori audio, solo dopo aver sistemato ingressi e uscite in modo appropriato si potrà attaccare l’alimentatore alla corrente elettrica.

Talvolta è possibile aggiungere la compatibilità col Bluetooth acquistando un modulo esterno

Per cominciare a utilizzare un amplificatore audio tv bisognerà innanzitutto accenderlo con un pulsante ad hoc, dopodiché regolare le impostazioni in modo da perfezionare il suono laddove necessario. Infatti è normale che le configurazioni usate ad esempio durante la visione di un film per accentuare voci ed effetto surround magari non siano adatte per un ascolto di musica classica.

Lo stesso può accadere con tutti gli amplificatori audio anche solo cambiando impianto o sorgente, il cui segnale sonoro può essere percepito diversamente in base al tipo di apparecchiatura e al modo in cui è collegata.

In questi e altri contesti non ci si deve accontentare di una potenza scarsa e delle sonorità così come sono, ma fortunatamente con un amplificatore si può intervenire su diversi aspetti modificandoli secondo il proprio gusto personale.

Una volta terminata la fruizione del contenuto musicale o audiovisivo è importante ricordarsi di abbassare il volume, così da rendere l’accensione più dolce alla prossima sessione, e altresì di premere un apposito tasto per mettere amplificatore stereo in standby, in modo da non consumare più energia del dovuto.

Inoltre, qualora si abbia intenzione di modificare i cablaggi magari al fine di associare al proprio amplificatore hi-fi impianti diversi, bisognerà ricordarsi prima di scollegare l’alimentatore dalla presa elettrica, dimodoché si possano eseguire tali operazioni in tutta sicurezza. Se invece si conta di lasciare tutto così com’è, si potrà tranquillamente tenere l’apparecchio costantemente attaccato alla corrente.

Configurazioni e funzioni

Spesso chi decide di acquistare un amplificatore audio senza essere audiofilo o comunque avere conoscenza in materia si lascia fuorviare dal nome e dalla potenza rms indicata sulle specifiche tecniche del prodotto, pensando che un dispositivo di amplificazione serva esclusivamente ad aumentare il livello emesso in uscita dal proprio impianto.

Tale opinione, seppur vera, rappresenta solo un quadro parziale delle capacità degli amplificatori hi-fi, in quanto si tratta di apparati con cui appassionati e neofiti potranno calibrare il proprio ascolto sui propri gusti ritoccando alcune proprietà della musica riprodotta da uno o più sistemi di diffusione sonora grazie ad apposite manopole collocate sul frontalino, dove quelle sempre modificabili sono

  1. Bilanciamento
  2. Volume
  3. Bassi
  4. Alti

Se per sentire più forte qualsiasi sonorità basta alzare il volume del proprio amplificatore per casse, per rendere un canale preponderante sull’altro occorre regolare il bilanciamento, il quale, se uguale a 0 o posizionato al centro di un cursore, corrisponde alla stessa emissione su entrambi i canali, al contrario invece fa prevalere l’uno sull’altro.

Gli appassionati di musica apprezzeranno senz’altro in tutti gli amplificatori audio, dai modelli economici a quelli dal prezzo più elevato, la possibilità di aumentare o diminuire la percezione di uno specifico range di frequenze modificando gli alti ad esempio per godere di un ascolto ottimale di un assolo di chitarra elettrica, mentre mettendo mano ai bassi si riuscirà a cogliere tutta la profondità del surround del proprio sistema di diffusione.

I settaggi possono essere regolati direttamente dal migliore amplificatore audio, il quale di solito ha sullo chassis una serie di pulsanti, spie e manopole con cui riuscire nell’intento. In certi modelli le stesse azioni possono essere eseguite attraverso un telecomando, laddove esso venga fornito in dotazione, altrimenti talvolta è possibile ricorrere ad apposite app da installare su smartphone, tablet e altri device mobili.

Oltre alle tradizionali configurazioni su frequenze, canali ed emissione sonora, esistono funzioni non sempre presenti ma alquanto ricorrenti nei migliori amplificatori stereo, ossia

  • Collegamento bi-wiring
  • Zona A/B
  • Loudness
  • Direct

Quando si dispone di un impianto con molteplici casse a volte può sorgere l’esigenza di collocarne una parte in una stanza e altre in quella adiacente. È proprio in queste situazioni che può far comodo avere un amplificatore audio con un’area circoscritta denominata Zona A/B nel pannello riservato alle prese, in particolare a quelle dedicate agli speaker.

Grazie a esso si potranno suddividere gli altoparlanti in coppie da posizionare in ambienti diversi con in aggiunta la possibilità di scegliere se far funzionare solo quelli della sezione A, dell’altra B o di entrambe AB, il tutto senza bisogno di comprare ulteriori amplificatori hi-fi per riuscirci.

Spesso gli amplificatori audio provvisti di divisione tra Zona A e B permettono pure di attuare un collegamento bi-wiring, detto anche “a doppio cavo”, in cui le casse dedicate alle frequenze medie e alte, ovvero midrange e tweeter, vengono abbinate alle prese situate in A, mentre quelle riservate alla bassa o woofer in B. Ciò può contribuire a evitare interferenze tra i vari tipi di cassa, migliorando di fatto la qualità delle varie gamme.

A volte col telecomando in dotazione si può controllare l’intero sistema di diffusione sonora

In molti amplificatori hi fi si ha la capacità di perfezionare ulteriormente le musiche suonate grazie a 2 funzionalità. Con Direct viene esaltata la nitidezza del segnale sonoro facendogli seguire il percorso più breve, bypassando i circuiti di controllo di alti e bassi, i quali non possono essere ritoccati quando abilitata.

Usando Loudness invece si possono potenziare entrambe le gamme di frequenza al fine di migliorare la resa finale a volumi ridotti del proprio amplificatore per stereo. In alcuni modelli quest’ultima opzione non solo può essere attivata su richiesta ma pure personalizzata ruotando una manopola per scegliere tra più livelli quello più vicino ai propri gusti.

Oltre alle funzioni con cui intervenire esclusivamente su amplificazione e qualità della musica riprodotta, spesso in un amplificatore audio system se ne trovano ulteriori con cui è possibile ottenere altri vantaggi, come ad esempio l’occasione di risparmiare sulla bolletta della luce.

Infatti con un amplificatore hi-fi provvisto di auto-standby sarà l’apparato stesso a ridurre i consumi di elettricità entrando in sospensione automaticamente dopo aver trascorso un certo periodo di tempo senza emettere suoni.

Inoltre ciò può rivelarsi alquanto utile, specie se al termine di una sessione ci si dimentica abitualmente di mettere il proprio amplificatore così come il proprio impianto di diffusione sonora nella modalità di risparmio energetico.

Cura e accorgimenti

Pur trattandosi di un oggetto dotato di una sua solidità, all’interno di un amplificatore audio vi sono componenti piuttosto delicati, ragion per cui bisogna prendersene cura sin dalla sua installazione, la quale dovrebbe avvenire in un ambiente adeguato.

Dunque in fase di posizionamento gli amplificatori audio non vanno assolutamente capovolti, ma occorre adottare una disposizione orizzontale dal verso giusto, in modo da poter usufruire di tutta la loro potenza di amplificazione e al tempo stesso consentirgli un’adeguata aerazione attraverso le griglie e il dissipatore di calore, i quali non devono essere coperti per nessun motivo.

Ciò non significa che non possa essere messo sullo scaffale di una libreria, ma, indipendentemente da quale sia il piano di appoggio, l’importante è lasciare almeno 20 cm di spazio per ogni lato del proprio amplificatore casse stereo.

In quanto apparecchiatura elettrica per uso domestico, è consigliabile non utilizzare all’aperto un amplificatore stereo casa e comunque non esporlo ad agenti atmosferici, poiché non essendo impermeabile anche solo un’eccessiva umidità finirebbe col danneggiarlo. Lo stesso discorso vale pure per gli altri elementi del proprio home theatre o impianto di diffusione sonora, in quanto anch’essi non waterproof.

Inoltre, avendo tutti gli amplificatori svariate fessure, occorre prestare attenzione all’eventuale ingresso di corpi estranei al loro interno, i quali possono compromettere la resa finale della melodia riprodotta.

Infatti uno dei principali nemici di qualsiasi amplificatore audio, dalla variante più economica ai top di gamma, è proprio la polvere, la quale col passare del tempo inevitabilmente si accumula dentro e fuori dall’apparato. Per rimuoverla da ogni zona bisogna procurarsi

  • Bomboletta di aria compressa
  • Pennello a setole morbide
  • Panno in microfibra
  • Cotton fioc

Avere l’abitudine di passare periodicamente un panno morbido sopra lo chassis di un amplificatore hi fi e sulle superfici limitrofe spesso è sufficiente ad allontanare qualsiasi granello, se però si dovessero incontrare incrostazioni ostinate non si dovrà ricorrere a detergenti o sgrassatori spray, ma si potrà tuttalpiù inumidire leggermente con acqua lo strofinaccio per usarlo solo sui punti critici, evitando aperture e prese.

Gli audiofili potrebbero sentire la necessità di rimuovere le polveri depositate all’interno al fine di assicurarsi un ascolto ottimale della propria musica, tuttavia non si dovrà assolutamente smontare il proprio amplificatore stereo hi fi quanto piuttosto provare a intervenire spruzzando una bomboletta di aria compressa da una distanza di circa 15 cm e per pochi secondi, così da non raffreddare eccessivamente i circuiti.

Per tutti gli amplificatori audio un buon metodo di pulizia meno invasivo è certamente servirsi di un pennello a setole morbide in modo da raggiungere senza graffiare gli angoli più difficili, come le fessure alla base delle manopole, gli alloggiamenti degli interruttori a slitta e quelli delle prese, ovviamente in quest’ultimo caso prima preoccupandosi di scollegare l’alimentatore dalla corrente elettrica.

Alcuni rumori possono essere causati da uno spinotto inserito male nella presa

In presenza di patine e ossido formatisi all’interno degli attacchi, si dovrà ricorrere a un cotton fioc all’occorrenza imbevuto di alcol isopropilico o di un’apposita soluzione per pulire i contatti degli amplificatori hi-fi. Attuare piccoli accorgimenti permette di preservare al meglio un amplificatore audio per tv, ma ciò talvolta può non bastare.

Infatti nell’eventualità in cui essi non fossero sufficienti a garantire una buona resa sonora durante ogni ascolto e a risolvere malfunzionamenti, non si dovrà smontare lo chassis del proprio amplificatore hi-fi rischiando oltretutto di fare ulteriori danni, ma piuttosto bisognerà prima verificare la correttezza dei collegamenti al proprio impianto di diffusione e solo dopo necessariamente rivolgersi a un centro assistenza autorizzato.

Recensioni dei migliori amplificatori audio

1. Pioneer A-10AE

Per riscoprire un vecchio disco in vinile e assaporarne tutte le sue sfaccettature non basta solo dotarsi di un giradischi ma pure abbinarlo a un amplificatore audio come Pioneer A-10AE, il quale permette il collegamento tramite un ingresso Phono (MM) e un terminale Signal GND per la messa a terra.

Pioneer A-10AE

Il modello più venduto

Pioneer A-10AE

(4.2)

Offerta: 293,12 Prezzo: 73,28 Sconto: 73,28 (100%) *

Per iniziare a usare Pioneer A-10AE occorre associarlo a 2 diffusori da 4 a 16 Ω, avendo cura di modificare un’apposita impostazione in base all’impedenza di questi ultimi. Per farlo basta premere per 3 secondi uno specifico pulsante sul frontalino, attendere il lampeggiamento di alcune spie, dopodiché selezionarlo nuovamente scegliendo tra i valori 4 e 8.

Per confermare la configurazione non serve fare altro, giusto attendere 5 secondi, momento in cui tutti i LED si spengeranno. Tra i 5 ingressi e l’unica uscita di cui dispone questo amplificatore audio vi è un input Phono (MM) grazie al quale i più nostalgici riusciranno ad abbinare il proprio vecchio giradischi, purché sia dotato di testina a magnete mobile, in quanto è l’unica variante compatibile con tale presa.

Inoltre, laddove vi sia un cavo di messa a terra, sarà possibile attaccare anch’esso sfruttando il terminale Signal GND. Solo dopo aver sistemato tutti i cablaggi si potrà collegare l’apparato alla presa elettrica.

Design Direct Energy

Progettato con design Direct Energy per trasferire il suono agli altoparlanti senza inutili dispersioni di energia, Pioneer A-10AE è rivestito da uno chassis in acciaio spesso 0,16 cm ed è grande 43,5 x 12,9 x 32,3 cm per un peso di 6,8 Kg adeguatamente sorretto alla base da 4 ampi piedini cilindrici. Al suo interno le varie componenti sono disposte in modo da non formare lati paralleli e scongiurare così fastidiosi fenomeni di risonanza e distorsione, mentre l’alimentatore elettrico isolato evita il verificarsi di eventuali interferenze.

Per gestire ogni aspetto di questo amplificatore audio sul frontalino vi sono ben 5 manopole per le regolazioni di bassi, alti, volume, bilanciamento tra canale destro e sinistro e infine la possibilità di scegliere la sorgente da cui attingere tra Phono, CD/SACD, Line 1, Line 2 e Line 3, ognuna delle quali è contraddistinta dalla rispettiva dicitura e una piccola spia che si illumina di giallo solo in corrispondenza della fonte selezionata.

Nell’angolo in basso a sinistra si trova un input Phones in grado di ospitare un jack da 6,3 mm in cui si possono attaccare delle cuffie, mentre poco sopra il tasto Standby/On con cui accendere o mettere in sospensione il dispositivo.

Direct e Loudness

Sulla mascherina di Pioneer A-10AE vi sono anche 2 tasti con cui è possibile abilitare specifiche funzioni singolarmente e mai combinate insieme. La prima è Direct, la quale migliora la resa sonora bypassando i circuiti di controllo di alti e bassi, se invece si vogliono enfatizzare entrambe le frequenze così da godere della potenza della propria musica pure a volumi dai livelli ridotti, basterà ricorrere a Loudness. In entrambi i casi premendo una volta il pulsante apposito si attiveranno funzionalità e spia corrispondente per disattivarsi del tutto selezionandolo nuovamente.

Questo amplificatore audio permette di risparmiare energia elettrica entrando automaticamente in standby dopo 20 minuti di totale inattività, ossia senza ricevere segnali in ingresso e né tantomeno selezionare alcun comando.

Così facendo i consumi passeranno dai 130 W di quando è operativo ai soli 0,2 W della sospensione. Per abilitare questa funzione basta tenere premuto per 3 secondi il tasto Standby/On e poi attendere per altri 5 che si spengano tutti i LED, solo così l’impostazione potrà definirsi confermata correttamente.

2. Marantz PM6006

Per godere dei propri contenuti musicali preferiti sia in cucina che in soggiorno non serve ricorrere a soluzioni complicate, ma piuttosto munirsi di Marantz PM6006, un amplificatore audio a cui è possibile collegare fino a 4 altoparlanti con la possibilità di suddividerli in 2 coppie, una per ogni stanza.

Marantz PM6006

Miglior rapporto qualità e prezzo

Marantz PM6006

(4.2)

Offerta: 444,52 Prezzo: 499,00 Sconto: 54,48 (11%) *

Sorretto da 4 dischetti metallici al fine di ridurre al minimo qualsiasi vibrazione, questo amplificatore audio di 7,6 Kg per 44 x 37 x 10,5 cm racchiude al suo interno componenti High grade e diodi Shottky mentre non integra alcun circuito sul percorso del suono, così da non alterarne minimamente la resa in uscita.

Sulla mascherina subito sotto al logo si nota una serie di scritte, ciascuna della quali indica una sorgente, ovvero Phono, CD, Network, Tuner, Recorder, Coaxial, Optical 1 e Optical 2. A mostrare quella attiva ci pensa una spia blu in corrispondenza della fonte selezionata.

Sul frontalino in metallo di Marantz PM6006 spiccano 2 manopole più grosse, Input Selector e Volume, accompagnate al centro da Bass, Treble e Balance e sopra da 4 pulsanti retroilluminati, ossia Source Direct, Speaker A, Speaker B e Loudness. Non manca poi il tasto di accensione con accanto un apposito LED e un ingresso per il jack delle cuffie da 6,3 mm.

4 diffusori collegabili

Questo amplificatore audio possiede dei connettori Cinch placcati in oro grazie ai quali è possibile abbinare fino a 4 altoparlanti da 4 a 16 Ω suddividendoli in 2 coppie. In tal modo si può decidere di farle suonare entrambe contemporaneamente così come di far emettere le melodie solo alla prima o alla seconda. Inoltre al fine di limitare le interferenze tra tweeter e woofer, all’occorrenza si può addirittura attuare un collegamento bi-wiring, detto anche “a doppio cavo”, in cui le casse della gamma media e alta vengono inserite nelle prese della zona A, mentre quelle dedicate alla bassa in B.

Tra i cablaggi consentiti da Marantz PM6006 vi sono 3 ingressi digitali, di cui 2 ottici e un coassiale, seguiti da 8 RCA con alloggiamento Left bianco e Right rosso. Tra questi Phono permette di associare un vecchio giradischi e attaccare la messa a terra subito sopra in Signal GND, mentre i restanti sono dedicati esclusivamente a tv, videoregistratori e lettori CD.

L’unica uscita è lo stesso un RCA analogico ed è adeguatamente indicata da specifiche diciture riportate accanto ai connettori. L’intera sezione digitale è protetta da un rivestimento in metallo, così da scongiurare eventuali interferenze sui segnali attivi nell’altro settore.

Standby automatico

Trascorsi 30 minuti di inattività senza emettere alcun suono, questo amplificatore audio può entrare automaticamente in standby. Si tratta di un’impostazione attiva di default, ma all’occorrenza disattivabile su richiesta premendo sul frontalino il tasto Source Direct per 5 secondi fino al lampeggiamento di un LED e ripetendo la medesima procedura per abilitarla nuovamente. Quando selezionata, questa configurazione permette di passare da un consumo a regime di 155 W a soli 0,3 W, riducendo così il suo impatto sulla bolletta elettrica a fine mese.

Grazie al trasformatore di alimentazione toroidale schermato, Marantz PM6006, anche se spinto al massimo, riesce ad avere radiazioni elettromagnetiche e vibrazioni meccaniche di scarsa entità, in modo da assicurare la miglior resa sonora possibile e per ogni cassa abbinata una potenza d’uscita dichiarata di 45 W RMS.

A tal scopo contribuisce pure la tecnologia Current Feedback, la quale, limitando l’impedenza nel punto di controreazione di corrente, aumenta la nitidezza della musica e di qualsiasi altro contenuto di cui si desidera fruire.

3. Yamaha A-S501

Per ascoltare un concerto di musica classica e apprezzarne fino all’ultima nota non basta dotarsi di un buon sistema di diffusione ma può essere indispensabile anche Yamaha A-S501, amplificatore audio progettato con una particolare tecnologia per preservare al massimo l’originale purezza sonora.

Yamaha A-S501

Il prodotto migliore in assoluto

Yamaha A-S501

(4.2)

Offerta: 499,00 Prezzo: 549,00 Sconto: 50,00 (9%) *

La mascherina di Yamaha A-S501 in alluminio spazzolato raggruppa tutti i comandi necessari a migliorare la qualità del suono, tra cui 4 barre rettangolari ruotabili per aumentare o diminuire di 10 dB alti e bassi, una per il bilanciamento e una per il Loudness, il quale può essere personalizzato lasciandolo su Flat o girando il cursore in senso antiorario.

Vi sono poi On/Standby e Pure Direct, 2 tasti quadrati con una spia verde subito sopra dedicati rispettivamente all’accensione e all’abilitazione dell’omonima funzionalità, e infine una manopola più grande per il volume e un’altra graduata per la selezione della sorgente.

Nella dotazione di questo amplificatore audio è compreso un telecomando con 2 pile AA, il quale permette di ritoccare le medesime configurazioni del frontalino ma senza bisogno ogni volta di alzarsi in piedi per riuscirci. Tra i comandi inclusi ve ne sono alcuni con cui controllare l’andamento della riproduzione e altri con cui scegliere la fonte e modificare l’emissione sonora.

8 ingressi e 2 uscite

Sul retro di questo amplificatore audio si trovano tutte le prese con cui attuare i collegamenti cablati. Tra esse vi sono 6 input analogici di tipo RCA, ciascuno con una coppia formata da un alloggiamento rosso e uno bianco, e 2 ingressi digitali, ovvero uno ottico e uno coassiale.

Come output ce n’è uno dedicato esclusivamente all’abbinamento con un eventuale subwoofer esterno e altri contraddistinti dalle diciture REC subito accanto, grazie ai quali è possibile collegare sintonizzatore, lettore CD e DVD e registratori vari. A questi si aggiunge la sezione dedicata agli speaker, la quale permette di associarne fino a 4 da 8 Ω e suddividerli in zona A e B.

I cablaggi non sono l’unico metodo per mettere in comunicazione altri device con Yamaha A-S501, ma acquistando separatamente l’adattatore wireless Bluetooth YBA-11 senza l’ausilio di fili si potrà fruire di contenuti salvati sui dispositivi mobili di ultima generazione, quali smartphone, tablet e PC, purché dotati dell’omonima tipologia di connessione. Per servirsene occorre alimentare la periferica attraverso la presa DC-Out situata nella parte posteriore.

Tecnologia ToP-ART

Progettato sfruttando ToP-ART, acronimo di “Total Purity Audio Reproduction Technology”, Yamaha A-S501 è costruito in modo tale da non subire distorsioni nel suono e vibrazioni delle componenti elettroniche, sia grazie a un design simmetrico che per la sua struttura rinforzata già nello chassis, così da riprodurre la musica con una purezza pari all’originale anche alla massima potenza. Ciò è reso possibile anche dalla presenza di elementi di qualità, come il dissipatore in alluminio e i terminali dei diffusori placcati in oro.

Con dimensioni di 43,5 x 13,1 x 38,7 cm per 10,3 Kg di peso, questo amplificatore audio sorretto da 4 sostegni cilindrici permette di associare fino a 4 speaker, avendo cura di selezionare il voltaggio corretto tra High e Low tramite l’interruttore a slitta posto sul retro. Essi, qualora fossero compatibili, si potranno abbinare pure tramite collegamento bi-wire, ovvero facendo funzionare in modo indipendente l’unità combinata dei midrange e tweeter e il woofer al fine di migliorare la nitidezza su medie e alte frequenze.

Se poi si vogliono ridurre gli sprechi di energia elettrica, basterà mettere su On la levetta vicino alle prese accanto alla dicitura Auto Power Standby, la quale imposta il dispositivo affinché vada in sospensione dopo 8 ore di inattività.

4. Onkyo A-9010

È piacevole rilassarsi sul divano facendo suonare al lettore CD l’ultimo album del proprio artista preferito, se poi lo si può fare restando comodamente seduti è ancora meglio. Con un amplificatore audio come Onkyo A-9010 si potranno controllare entrambi gli apparati grazie al telecomando in dotazione.

Onkyo A-9010

Ottima alternativaampl

Onkyo A-9010

(4.2)

Offerta: 200,00 Prezzo: 229,00 Sconto: 29,00 (13%) *

Effettuare i cablaggi con Onkyo A-9010 è semplicissimo, in quanto basta seguire le indicazioni incise sul retro in prossimità di ogni presa. Tra quelle disponibili si trovano 4 ingressi analogici Line In, un Phono (MM) e 2 di tipo digitale, ovvero un ottico D2 e un coassiale D1 e l’unica uscita Line out.

Oltre a questi si ravvisa la presenza dell’attacco Signal GND in cui inserire la messa a terra di un giradischi a magnete mobile e gli alloggiamenti per l’associazione di 2 diffusori da 8 Ω.

I suoi 6,5 Kg di peso racchiusi in uno chassis dalla scocca levigata monocolore grande 43,5 x 12,95 x 33,25 cm fanno di questo amplificatore audio un’apparecchiatura solida resa ancora più stabile e a prova di vibrazioni da 4 ampi piedini cilindrici a isolarlo e sorreggerlo adeguatamente. A completare il quadro ci pensa il dissipatore di calore in alluminio, il quale garantisce sempre una corretta e costante aerazione, scongiurando così eventuali e indesiderati fenomeni di surriscaldamento.

Remote Interactive

Tra le prese situate nella parte posteriore di Onkyo A-9010, quella contraddistinta dalla sigla RI, acronimo di “Remote Interactive”, permette di gestire altri sistemi di diffusione dello stesso marchio utilizzando il telecomando incluso nella confezione originale insieme a 2 pile AAA per alimentarlo. Ad esempio abbinando un lettore CD si potrà passare da una traccia all’altra del disco inserito per scegliere la propria canzone preferita e controllarne l’andamento della riproduzione.

Se poi il dispositivo possiede più connettori RI sarà addirittura possibile estendere il controllo a ulteriori apparati collegati a catena. Il telecomando in dotazione permette di selezionare la sorgente sonora, inserire il numero di traccia o canale attraverso un tastierino numerico, scorrere tra i menù usando le frecce direzionali e modificare l’emissione sonora per portarla alla massima potenza o altrimenti azzerarla con il pulsante Muting.

Il singolo tasto On/Standby, oltre a consentire accensione e sospensione di questo amplificatore audio, attua il medesimo comportamento laddove sia in corso un collegamento tramite Remote Interactive con altri device. Funzionando a infrarossi, è importante ricordarsi di puntarlo in direzione del sensore collocato sulla destra dell’apparecchio con un angolo non superiore a 60° e in un raggio d’azione entro i 5 m.

WRAT Power

Provvisto di tecnologia WRAT Power, sigla di “Wide Range Amplifier Technology”, Onkyo A-9010 sfrutta le alte correnti per conservare un controllo accurato sugli speaker abbinati e garantire così una certa ricchezza di dettagli sulla musica ascoltata.

Il tutto avviene senza sprecare più energia del dovuto, poiché consuma 155 W nei momenti in cui è a regime, i quali si riducono a 25 W quando non sta riproducendo alcun contenuto, per arrivare a soli 0,4 W durante lo standby, modalità che subentra automaticamente dopo 20 minuti di inattività al fine di ottimizzare il risparmio energetico.

Il frontalino di questo amplificatore audio è all’insegna della sobrietà in quanto l’unico componente di spicco è la manopola più grossa posizionata esattamente al centro con cui modificare l’emissione sonora. Vicino a essa vi sono 4 piccoli cursori, Bass, Treble, Balance e Input, il pulsante On/Standby e le prese Phones per jack da 6,3 mm e Line 5 in grado di ospitare un mini-jack da 3,5 mm. A perfezionare la resa sonora ci pensano i tasti Direct e Loudness, poiché il primo rende il suono più nitido facendogli seguire il percorso più breve, mentre il secondo potenzia bassi e alti a volume ridotto.

Opinioni finali

Per disporre della massima resa sonora è consigliabile acquistare un amplificatore audio, i cui modelli più cari possono arrivare a costare parecchio. Ciò però non deve diventare una scusa per ripiegare su una periferica economica e di conseguenza più difficile da adattare a componenti di alta qualità, piuttosto è meglio attendere sconti e offerte dedicate su prodotti della stessa fascia di prezzo.

Chi è alla ricerca di un’ottima occasione non può lasciarsi scappare Pioneer A-10AE, l’apparato di fascia bassa che al miglior rapporto qualità prezzo permette di attingere da ben 5 sorgenti diverse, quali giradischi, impianto hi-fi e lettori multimediali vari, purché siano tutti collegabili tramite cablaggi analogici di tipo RCA. Solo così il loro contenuto potrà essere adeguatamente riprodotto da una coppia di casse.

Nella scelta dei pezzi della catena di un home theatre di buona qualità non può mancare un amplificatore di fascia media come Marantz PM6006, il quale garantisce i migliori collegamenti non solo grazie a 8 ingressi analogici e 3 digitali, ma per la possibilità di associare fino a 4 altoparlanti anche con sistema bi-wiring per limitare le interferenze.

Disponendo di 6 ingressi analogici e 2 digitali, Yamaha A-S501 è un dispositivo di amplificazione di fascia media capace di assicurare la migliore personalizzazione grazie alla possibilità di mettersi in comunicazione con ben 8 device diversi e di perfezionarne la sonorità uscente tramite impostazioni ad hoc, incluso il Loudness, il quale può essere attivato su richiesta e persino regolato appositamente.

Ascoltare musica senza incidere negativamente sulla bolletta della luce è possibile con Onkyo A-9010, poiché si tratta di un amplificatore audio di fascia bassa in grado di offrire le migliori performance non solo a livello sonoro ma pure in termini di risparmio energetico, grazie ai suoi consumi ridotti e alla funzione di auto-standby.

Se non si sa quale scegliere tra i tanti modelli di amplificatore audio in commercio, la presenza di uno sconto o un’offerta speciale possono facilitare il compito, ma bisognerebbe innanzitutto orientarsi su prodotti in grado di soddisfare le proprie esigenze, quali ad esempio la possibilità di associare le molteplici apparecchiature per l’intrattenimento che si hanno in casa.

Quale amplificatore audio scegliere? Classifica (Top 4)

Prodotto Offerta Sconto Voto
Pioneer A-10AE Pioneer A-10AE 293,12 € 73,28 * 73,28 € (100%) (4.2)
Marantz PM6006 Marantz PM6006 444,52 € 499,00 * 54,48 € (11%) (4.2)
Yamaha A-S501 Yamaha A-S501 499,00 € 549,00 * 50,00 € (9%) (4.2)
Onkyo A-9010 Onkyo A-9010 200,00 € 229,00 * 29,00 € (13%) (4.2)

Domande frequenti

È possibile abbinarci una chitarra acustica?

Purtroppo no, a tal scopo bisogna necessariamente ricorrere a un apposito modello, poiché costituito da preamplificatore, finale di potenza e altoparlanti, i quali possono essere componenti separati o racchiusi tutti insieme nella stessa unità.

Come mai non emette alcun suono?

Occorre innanzitutto accertarsi di non aver accidentalmente impostato il Mute, dopodiché controllare di aver selezionato una sorgente da cui attingere e, se il problema persiste, verificare la correttezza dei collegamenti.

Se usato per più ore di seguito, le sue prestazioni calano?

Assolutamente no, anzi è proprio l’opposto, perché l’apparecchio da il meglio di sé dopo almeno 10 minuti di utilizzo, giusto il tempo di scaldarsi adeguatamente.

Perché si sente un solo diffusore?

Di solito ciò è dovuto a una cattiva regolazione del bilanciamento dei canali, in quanto impostato sul valore massimo in favore di uno dei 2. Se invece si vogliono far funzionare tutte le casse allo stesso modo basta settarlo su 0 o esattamente al centro del cursore.

Si può aggiungere un amplificatore audio a un home theatre?

Dipende, se si tratta di un kit già pronto di solito avrà già un amplificatore integrato e dunque non si potranno inserire ulteriori componenti, ma qualora si stesse creando un impianto ex novo scegliendo ogni elemento della catena, allora si dovrebbe riuscire nell’intento.

Durante un ascolto è normale riscontrare dei rumori di fondo?

In realtà sì e i motivi possono essere diversi. A volte ciò è dovuto all’aver raccolto tutti i cavi con una fascetta oppure dal fatto di aver appena acceso il dispositivo o ancora dalla vicinanza di altri device che possono creare interferenze sul segnale e dunque andrebbero allontanati.

Perché collegando le cuffie gli altoparlanti smettono di funzionare?

Con certi prodotti può capitare che all’inserimento del jack delle cuffie nell’apposita presa si interrompa l’emissione sonora degli speaker. Si tratta di un comportamento piuttosto diffuso e purtroppo spesso non modificabile con alcun settaggio.

È possibile metterlo nella propria automobile?

Ovviamente un modello tradizionale sarebbe troppo ingombrante, ma esistono versioni appositamente progettate per l’uso in auto dalle dimensioni più ridotte e soprattutto maggiormente capaci di adattarsi all’autoradio e alle componenti del suo sistema di diffusione.